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Jerusalem

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La LEV inaugura a Pordenone la mostra “Jerusalem”

In esposizione 36 immagini che testimoniano il pellegrinaggio a Gerusalemme dell’artista Giovanni Chiaramonte

Si svolge a Pordenone, il prossimo sabato 15 ottobre, alle 18, presso Palazzo Gregoris l’inaugurazione di Jerusalem, la mostra fotografica di Giovanni Chiaramonte. L’evento presentato dal prof. Arturo Carlo Quintavalle, docente dell’Università di Parma e storico dell’arte italiana, rientra all’interno del calendario della manifestazione culturale “La Libreria Editrice Vaticana a Pordenone. Ascoltare, leggere, crescere”.

Le tavole dei dieci Comandamenti davanti a cui giocano le bambine di una scuola, un aquilone che si alza nel cielo di un parco durante la festa della Repubblica di Israele, il ceppo di un albero sul luogo della battaglia combattuta tra giordani ed ebrei nel corso della guerra del 1967, la tomba di Davide, il Muro del Pianto, il cenacolo in cui Gesù, gli apostoli e Maria hanno celebrato la Pasqua, la cripta del Santo Sepolcro, la soglia della Moschea dove i musulmani si dirigono verso la preghiera del venerdì sono alcune delle 36 immagini che testimoniano del pellegrinaggio a Gerusalemme di Giovanni Chiaramonte.

A proposito delle immagini di Jerusalem Antonio Sichera scrive che, nell’eredità di Benjamin, il punto di partenza di Chiaramonte “è quello di permanere dentro la modernità romantica e le sue conseguenze, imprimendo all’esperienza estetica una curvatura, una tensione interna, che mentre continua a restare dentro, mentre aderisce fedelmente alla propria storia, prova a fessurarla in direzione del tempo messianico”.

Il poeta Umberto Fiori, ha scritto per queste fotografie 14 brevi componimenti, intitolati Gerusalemme. Descritture dalle immagini di Giovanni Chiaramonte: “Il mondo è qui, / perfettamente sparito. / Il cielo sostiene un arco; / l’arco, sopra di sé, / altro cielo”. Il catalogo della mostra è stato pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana.

L’immagine di Chiaramonte si è formata sul modello della scuola americana di Alfred Stieglitz e di Minor White, e successivamente si innesta nel solco della tradizione teologica ed estetica della Chiesa d’Oriente. Caratteristica della sua fotografia è l’uso del formato quadrato, derivato dal negativo 6×6. Egli attribuisce al quadrato un valore simbolico, un valore di rapporto fra terra e cielo, in cui tutti gli elementi trovano la giusta collocazione. Ha realizzato numerose mostre fotografiche in Italia e all’estero. Collabora stabilmente con la rivista di cinema e cultura dell’immagine «duellanti», per la quale cura la sezione dedicata alla fotografia. Ha fondato e diretto collane di fotografia per diversi editori e attualmente è docente di Storia e Teoria della Fotografia alla Libera Università di Lingue e Comunicazione di Milano.

 

 

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