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“La gioia della famiglia” riunisce i vescovi di Africa e Europa

Avviato ieri, in Mozambico, il seminario sul tema organizzato congiuntamente da CCEE e SECAM

Si è aperto ieri a Mumemo, in Mozambico, il seminario sul tema “La gioia della famiglia”, organizzato congiuntamente dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE) e dal Simposio delle Conferenze Episcopali d’Africa e Madagascar (SECAM).  L’incontro, che durerà fino al 31 maggio, vede 35 partecipanti, di cui 22 vescovi. Ad accoglierli tutti, ieri, sono stati l’arcivescovo di Maputo, mons. Francisco Chimoio, e il presidente della Conferenza Episcopale del Mozambico, mons. Lucio Andrice Muadula di Xai-Xai, il quale ha presentato una breve storia della situazione politica e religiosa nel suo paese.
 
Dopo i messaggi di benvenuto, il nunzio Edgar Parra Pena ha elogiato i vescovi d’Europa e d’Africa per i loro anni di collaborazione sulle comuni sfide socio-pastorali e teologiche dei loro due continenti. Ha fatto riferimento a diverse “situazioni tristi” che le famiglie si trovano ad affrontare e quindi ha invitato la Chiesa a raddoppiare o ad intensificare i suoi sforzi di evangelizzazione in modo da affrontare le sfide che stanno minando il tessuto morale del matrimonio e della famiglia in un mondo che sta diventando sempre più secolarizzato.
 
Mons Gabriel Mbilingi, arcivescovo di Lubango (Angola) e presidente del SECAM, in una presentazione sul tema “Sintesi delle sfide del Sinodo nel 2014 e prospettive per il prossimo Sinodo nel 2015″, ha invitato le famiglie a essere audaci per difendere i loro valori familiari, e anche ad avere il coraggio di dire NOalle nuove ideologie che cercano di distruggere il matrimonio e la famiglia. Il presule ha fatto appello alla Chiesa perché rafforzi la famiglia nel suo ruolo di annunciare il Vangelo della famiglia, la civiltà dell’amore e della cultura della vita. Ha quindi sottolineato che “l’inculturazione efficiente ed efficace” del messaggio di Cristo è fondamentale per rispondere alle sfide pastorali globali del nostro tempo. Ha chiesto forti scelte pastorali al fine di salvare la famiglia dalla distruzione.
 
Il presidente del CCEE, il cardinale Péter Erdő di Esztergom-Budapest (Ungheria) in un testo letto a suo nome da parte del segretario generale, mons. Duarte da Cunha, ha anche toccato le conseguenze della secolarizzazione e dell’individualismo sulla famiglia, lamentando la rapida diminuzione dei matrimoni (tra un uomo e una donna), sia in ambito civile che ecclesiastico.

Il cardinale ha quindi esortato il clero e altri agenti pastorali a sostenere e incoraggiare le coppie nella loro vita coniugale. E, al contempo, ha rilevato, quale fenomeno molto incoraggiante nel mondo di oggi, l’esistenza di moltissime comunità composte da famiglie, legate soprattutto dalla fede e dall’impegno religioso che sostengono la Chiesa e altre famiglie. Erdő ha infine assicurato la Chiesa in Africa che l’Europa rispetta e ammira i valori della vita della famiglia africana, e ha chiesto pertanto una maggiore collaborazione tra la Chiesa in Africa e in Europa. 

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