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Lucciole / Wikimedia Commons - Quit007, CC BY-SA 3.0

La favola della lucciola, di padre Andrea Panont ocd

“Pillola per la cura dell’anima”

Disse una lucciola al sole: sei bello e splendente, dappertutto penetri e dove arrivi porti la vita, la gioia. Com’è diversa la mia vita dalla tua!

-Il sole taceva e sempre più sfolgorante inondava con i suoi raggi benefici la terra.

-Il cinguettio d’un uccello salutò e penetrò l’aria di dolcezza. Anche a lui la lucciola confidò la sua pena. Perché non ho il tuo canto?

-Il prato era una fioritura di candidi gigli e la loro semplice bellezza toccò profondamente la lucciola:

-Come vorrei essere quel fiore!

-Oppure il vento, sì… dove passa è tutto un fremito di vita tra le foglie del bosco!

-Ma una voce sottile sembrò che dalla natura venisse come risposta:

Piccola lucciola, forse non lo sai: il sole sorge per te. Anche se tu fossi l’unica creatura vivente.

-E quell’uccello: ascoltalo! Riveste di armonia il tuo silenzio.

Quel fiore è per te, non desiderare di essere come lui.

A sera il sole tramonterà, il vento cesserà, i nidi si addormenteranno con pigolii sommessi, fiori serreranno i petali delicati. Mentre tutto si vestirà d’ombra, la natura attenta, silenziosa, farà da scenario alle tue danze luminose. Traccerai disegni di luce e di te palpiterà la chiara sera estiva.-

Un giorno si sono incontrate Teresa di Calcutta e Chiara Lubich. Madre Teresa disse rivolta a Chiara: “Quello che faccio io, tu non lo puoi fare, nè io posso fare quello che tu fai.”

Dio ci ha creati complementari.

Ciao da P. Andrea

Per richiedere copie dei libretti di padre Andrea Panont e per ogni approfondimento si può cliccare qui.

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