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La diocesi di Torino si prepara a tre grandi eventi

In attesa dell’Ostensione della Sindone e del bicentenario di don Bosco, l’arcivescovo Nosiglia auspica che la visita del Papa del 21 giugno dia speranza alla città afflitta da crisi e disoccupazione

Il 2015 sarà un anno importantissimo per la Diocesi di Torino, in attesa di tre eventi che si annunciano indimenticabili: l’Ostensione della Sindone, la visita di papa Francesco e il bicentenario dalla nascita di San Giovanni Bosco.

Secondo l’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, in particolare la visita del Papa si annuncia come importante, in un momento in cui la città sta soffrendo la crisi della sua industria e del suo settore manifatturiero, con crescente disoccupazione specie tra i giovani.

“In questo contesto, ricevere la visita del Papa (in programma per il 21 giugno, ndr) crediamo sia un modo per riprendere coraggio, speranza, perché Papa Francesco dà veramente questo impeto forte”, ha dichiarato Nosiglia in un’intervista a Radio Vaticana.

“Quindi, vogliamo – ha aggiunto l’arcivescovo – che la sua visita possa rappresentare una sorta di volano a credere un po’ di più nelle possibilità forti, spirituali, di fede per il nostro popolo”.

Con riferimento al bicentenario di don Bosco (16 agosto), monsignor Nosiglia ha definito il santo torinese un “modello capace di rendersi pienamente accoglibile dai giovani, perché con amore, con affetto, ma anche con impegno concreto di testimonianza cristiana, ha indicato loro la strada della vera promozione umana e della vera promozione del loro futuro, per dare speranza”.

L’esempio del fondatore dei Salesiani è dunque importante perché i giovani “hanno bisogno di sentirsi responsabilizzati” ed a loro va dato il giusto spazio “non solo con il ‘giovanilismo’, ma con impegno e con i valori del messaggio cristiano”.

In vista dell’Ostensione (19 aprile – 24 giugno), l’arcivescovo di Torino ha ricordato l’impegno della sua diocesi nella distribuzione di sussidi rivolti in particolare ai giovani”, perché la Sindone possa essere “oggetto di verifica e di considerazione dal punto di vista spirituale, biblico e catechistico”.

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