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La Diocesi di Roma riflette sulle parole del Papa a Strasburgo

Giovedì 11 dicembre, un incontro al Vicariato di Roma presieduto dal giurista Cesare Mirabelli e dal cardinale vicario Agostino Vallini

La riflessione sull’identità europea, sull’invecchiamento del continente e sulla solitudine che lo caratterizza, la promozione dei diritti umani in un contesto di violazioni che culminano nelle persecuzioni dei cristiani e di altre minoranze, la “cultura dello scarto” e del consumismo esasperato, il tema delle migrazioni. I punti chiave del discorso pronunciato il 25 novembre scorso da Papa Francesco al Parlamento Europeo saranno al centro dell’incontro promosso dal Vicariato di Roma per giovedì 11 dicembre, nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Apostolico Lateranense (sede del Vicariato di Roma).

L’appuntamento, che avrà inizio alle ore 20, sarà presieduto dal giurista Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale, e sarà concluso dalla riflessione del cardinale vicario Agostino Vallini. I tre interventi in programma saranno a cura dell’economista Leonardo Becchetti, docente all’Università di Tor Vergata, e dei giuristi Maria Chiara Malaguti, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore, ed Enzo Moavero Milanesi, docente e alla Luiss Guido Carli e già ministro per le Politiche europee. 

Vale la pena ricordare che la visita di Papa Francesco a Strasburgo è avvenuta dopo oltre un quarto di secolo da quella compiuta da san Giovanni Paolo II, in un contesto europeo e mondiale profondamente cambiato, sempre meno “eurocentrico”. Il suo discorso ha rievocato le radici della fondazione dell’Unione europea: «Al centro di questo ambizioso progetto politico vi era la fiducia nell’uomo in quanto persona dotata di una dignità trascendente».

Particolarmente significativo l’appello finale agli eurodeputati: «È giunta l’ora di costruire insieme l’Europa che ruota non intorno all’economia, ma intorno alla sacralità della persona umana, dei valori inalienabili; l’Europa che abbraccia con coraggio il suo passato e guarda con fiducia il futuro per vivere pienamente e con speranza il suo presente. È giunto il momento di abbandonare l’idea di un’Europa impaurita e piegata su sé stessa per suscitare e promuovere l’Europa protagonista, portatrice di scienza, di arte, di musica, di valori umani e anche di fede. L’Europa che contempla il cielo e persegue degli ideali; l’Europa che guarda e difende e tutela l’uomo; l’Europa che cammina sulla terra sicura e salda, prezioso punto di riferimento per tutta l’umanità!».

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