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Foto ARCIERI

La diocesi di Roma ricorda don Andrea Santoro

Venerdì 5 febbraio, la messa di suffragio a San Giovanni in Laterano, nel decimo anniversario dell’uccisione del missionario in Turchia

Il prossimo 5 febbraio sarà il decimo anniversario della morte di don Andrea Santoro, il sacerdote della diocesi di Roma, martirizzato in Turchia.

Due gli eventi in programma per ricordarlo: lunedì 1 febbraio, dalle 10.30 alle 12, presso il Seminario Maggiore Romano, il vescovo ausiliare Angelo De Donatis terrà un incontro-dibattito per il clero e i seminaristi sul tema La spiritualità di don Andrea; venerdì 5 febbraio, alle 19, il cardinale vicario di Roma, Agostino Vallini, presiederà la santa messa di suffragio nella basilica di San Giovanni in Laterano.

Nato a Priverno nel 1945, Andrea Santoro fu ordinato sacerdote nel 1970. Viceparroco e poi parroco in varie parrocchie della diocesi di Roma, don Santoro compì nell’arco di trent’anni, numerosi viaggi in Terra Santa e in Medio Oriente, che accesero in lui un forte zelo missionario e una particolare sensibilità verso il dialogo interreligioso, in special modo islamo-cristiano.

Nel 2000, il cardinale vicario di Roma, Camillo Ruini, lo invia missionario in Turchia, dove svolge attività pastorale prima ad Urfa, nel Sud Est del paese, poi a Trebisonda, una città di 200mila abitanti, dove la comunità cattolica è di appena 15 persone.

La pastorale di don Andrea, a Roma come in Turchia, era quella dell’“accoglienza per tutti”: i cattolici, gli ortodossi e i protestanti che non hanno una loro chiesa per pregare, gli innumerevoli musulmani che si recavano a visitare la chiesa e a fare domande.

Era pronto ad accogliere amorevolmente anche le donne cristiane provenienti dalla vicina Georgia e dedite alla prostituzione. Girava nel quartiere dove loro esercitavano per pregare silenziosamente nel suo cuore e far capire che la chiesa di Santa Maria era aperta anche per loro. Potrebbe essere stata la sua vicinanza a queste donne sfortunate la causa del suo omicidio, avvenuto all’interno della sua parrocchia a Trebisonda, il 5 febbraio 2006.

Don Andrea venne freddato da alcuni colpi di pistola, sparati da un ragazzo di 16 anni, mentre pregava davanti al Santissimo, con una Bibbia in lingua turca tra le mani. Il suo omicidio avviene in un momento di forte tensione nel mondo musulmano, a seguito della pubblicazione di alcune vignette blasfeme contro Maometto, su un giornale danese.

Nel 2011 la diocesi di Roma ha avviato il suo processo di canonizzazione. [L.M.]

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