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La Curia di Milano si scusa per la circolare sul ‘gender’

Dopo le polemiche, l’Arcidiocesi la definisce “formulata in modo inappropriato” e spiega l’intento originario di formare gli insegnanti “per presentare la visione cristiana della sessualità”

Sabato scorso, 8 novembre, l’Arcidiocesi di Milano aveva inviato agli oltre seimila insegnanti di religione del territorio una circolare nella quale si chiedeva di segnalare progetti scolastici che trattano i temi della sessualità, dell’affettività e della questione dell’identità di genere.

L’iniziativa aveva provocato un intenso dibattito, condito dalle proteste di alcune associazioni omosessuali. Oggi, 13 novembre, nel tardo pomeriggio, è la stessa Arcidiocesi di Milano che dirama un comunicato per sconfessare quella circolare, giudicata “formulata in modo inappropriato”. Per questo – prosegue il comunicato – l’Arcidiocesi chiede “scusa”.

Nel comunicato si precisa inoltre che “l’intento originario era esclusivamente quello di conoscere dagli insegnanti di religione il loro bisogno di adeguata formazione per presentare, dentro la società plurale, la visione cristiana della sessualità in modo corretto e rispettoso di tutti”.

L’iniziativa era stata tuttavia salutata con favore dall’associazionismo che si batte per la difesa della famiglia naturale e del diritto dei genitori all’educazione dei propri figli. La Manif pour Tous Italia l’aveva definita “quanto mai utile e opportuna”.

Secondo l’organizzazione, “questi progetti, proposti e condotti da associazioni del movimento gay, propongono un modello antropologico che nega la naturale complementarietà tra l’uomo e la donna e quanto ne consegue a livello sociale, insieme ad una visione prettamente materialistica della sessualità; si tratta di prospettive che contrastano con le convinzioni morali, religiose o filosofiche della stragrande maggioranza delle famiglie, quasi sempre tenute all’oscuro dello svolgimento di questi corsi”.

Si tratta pertanto di un’opera di “vero e proprio indottrinamento ideologico, che riceve centinaia di migliaia di euro di finanziamenti pubblici per questioni di mero tornaconto elettorale”. “Il diritto naturale – conclude il comunicato della Manif pour Tous Italia – costituzionalizzato, di scegliere l’educazione dei figli appartiene alla famiglia e alla famiglia sola”.

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