È un saluto colmo di gratitudine quello che la Chiesa di Polonia ha rivolto al nunzio mons. Celestino Migliore, nominato sabato 28 maggio da Papa Francesco suo nuovo rappresentante nella Federazione Russa. “La missione di monsignor Celestino Migliore si è caratterizzata in maniera particolare per il suo impegno pastorale”, ha affermato il presidente della Conferenza Episcopale polacca, l’arcivescovo di Poznan Stanislaw Gadecki.

“La Chiesa polacca e ognuno di noi vescovi è grato a mons. Migliore per lo stile della sua missione: fraterno e al contempo concreto e chiaro”, ha fato eco il primate di Polonia monsignor Wojciech Polak, auspicando che il nuovo rappresentante diplomatico della Santa Sede a Mosca “possa sostenere il dialogo delle Chiese polacca e russa così come il dialogo tra entrambi i popoli affinché possa continuare sulla strada intrapresa”.

Il presule – informa il Sir – ha ricordato la dichiarazione congiunta della Chiesa polacca e del Patriarcato di Mosca sottoscritta nel 2012 che “faceva nascere speranze di una fruttuosa collaborazione e di un ravvicinamento tra le due Chiese”. Tali relazioni tuttavia, ha proseguito mons. Polak, “di fronte alla situazione in Ucraina hanno visto lo stallo”.

Da parte sua, riassumendo i sei anni passati in Polonia, mons. Migliore ha affermato che “è stato un periodo molto felice e proficuo” poiché “avendo la possibilità di imparare molto dalla Chiesa polacca ebbi l’opportunità di gioire per i suoi successi e aiutarla ad affrontare i problemi”.

L’arcivescovo, già sottosegretario vaticano per i rapporti con gli Stati e Osservatore Permanente all’Onu a New York, mons. Migliore succede a mons. Ivan Jurkovic, che pochi giorni dopo lo storico incontro a Cuba, ha terminato il suo mandato per andare a ricoprire il posto di Osservatore Permanente presso le Nazioni Unite a Ginevra.

Da Mosca la sua nomina viene salutata con soddisfazione e con l’auspicio che la sua presenza contribuisca alla promozione di interventi comuni con i cattolici per proteggere i cristiani perseguitati e difendere i valori morali nel mondo. Come dichiarato infatti all’agenzia Interfax – citata da Asianews – dallo ieromonaco Stefan Igumnov, segretario per i rapporti inter-cristiani presso il Dipartimento Relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca, mons. Migliore è “uno dei più esperti diplomatici vaticani che ha prestato servizio in diversi Paesi e in molte posizioni di responsabilità nel dicastero degli Esteri del Vaticano”.

Egli, come nuovo nunzio, potrebbe portare “un contributo significativo allo sviluppo dei rapporti tra la Chiesa ortodossa russa e quella cattolica di Roma, che si stanno intensificando, soprattutto dopo l’incontro del Patriarca Kirill con Papa Francesco all’Avana”. “Il risultato di questo incontro ha determinato l’attuale contesto delle relazioni bilaterali, che speriamo possano svilupparsi anche con la collaborazione del  nuovo nunzio”, ha aggiunto il rappresentante ortodosso. A suo dire, la parte più importante di questo contesto è rappresentata dagli sforzi comuni delle Chiese russa e cattolica per il “sostegno ai cristiani che soffrono in Medio Oriente, così come per la difesa dei valori morali tradizionali, che oggi affrontano sfide serie”