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La Caritas avvia un fondo d’emergenza per Aleppo

Nella città è intanto il secondo giorno di tregua per tre ore

Aleppo è allo stremo. La città siriana, nonostante il secondo giorno di cessate il fuoco di tre ore dalle 10 alle 13, continua a soffrire per i continui bombardamenti dei giorni scorsi.

Mentre giungono i primi camion di aiuti umanitari, la Caritas assicura di voler proseguire il suo impegno a favore della popolazione aleppina. Dall’inizio del conflitto è impegnata a fornire cibo, assistenza sanitaria, istruzione, alloggio, consulenza, protezione e mezzi di sussistenza agli abitanti della Siria e ai rifugiati nei Paesi ospitanti.

Ora, per rispondere ai bisogni stringenti di Aleppo, Caritas Siria ha attivato un fondo d’emergenza. Giunge anche il contributo di Caritas Italiana che – grazie anche al contributo di un milione di euro del Comitato Cei “8 per mille” – dall’inizio della crisi a tutto il 2015, ha risposto agli appelli di Caritas Siria e delle Caritas nazionali dei Paesi del Medio Oriente che hanno accolto i rifugiati (Giordania, Libano, Turchia, Grecia e Cipro), sostenendo interventi per un totale di 2.800.000 euro, dei quali oltre 1.200.000 nella sola Siria, in cui per il 2016 sono stati già messi a disposizione circa 500 mila euro.

Si tratta quasi ovunque di programmi di assistenza di base, viveri, medicine, alloggi.

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