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La bellezza è in fondo all’anima

La società dell’apparenza rischia di rinchiuderci in una vetrina di miti falsi e ingannevoli

Ricordate il film L’invasione degli ultracorpi, capolavoro di fantascienza degli anni cinquanta? È ambientato in una cittadina americana, sconvolta dall’invasione di strane presenze extraterrestri.

Dallo spazio arrivano migliaia di grossi baccelli, in grado di riprodurre perfettamente le sembianze degli esseri umani.

A poco a poco cominciano a prendere il posto degli abitanti della città. Sembrano uguali a loro. Ma, in realtà, hanno una profonda differenza. Rimangono insensibili a qualunque tipo di sentimento. Amore, amicizia, compassione, carità… Tutto viene annullato dalla nuova personalità extraterrestre, che si sostituisce a quella reale.

I baccelloni spaziali puntano a sostituire l’intera umanità con dei freddi replicanti, privi di qualunque coinvolgimento emotivo. Ed è esattamente ciò che succede nel mondo di oggi.

Nella società odierna sono in aumento le occasioni di disumanizzazione. Il corpo sta prendendo sempre di più il sopravvento sull’anima, generando una pericolosa non-cultura del vuoto e dell’apparenza.

Pensiamo, ad esempio, a ciò che accade in un ambiente che tocca da vicino i giovani: quello della musica.

Un tempo si ascoltava un disco alla radio, apprezzandone semplicemente la melodia. Il cantante veniva amato principalmente per le sue doti professionali, senza bisogno di ricorrere a trucchi o effetti speciali.

Oggi l’artista è diventato, soprattutto, “corpo”. Prima ancora di essere ascoltato, viene osservato. I ragazzi imparano a conoscerlo in televisione, attraverso i video musicali trasmessi dalle varie emittenti.

Di conseguenza gli artisti non possono più limitarsi a cantare e suonare. Hanno l’esigenza di essere belli, affascinanti, oppure strani. Devono per forza colpire l’attenzione del pubblico, rinnovando spesso pettinatura, abbigliamento, modo d’apparire.

Il corpo domina la musica. L’apparenza schiaccia l’arte. E così, alla musica si aggiungono elementi estranei come il piercing, i tatuaggi e gli abiti più bizzarri. Nell’era dell’immagine diventa indispensabile apparire e far dominare il proprio corpo. E’ necessario stupire, mettersi in mostra con un aspetto fuori dal comune.

La voglia di colpire ad ogni costo finisce per diventare una schiavitù. Tanti cantanti non sono più liberi. Sono costretti ad inventare sempre nuove provocazioni, pur di riuscire a scandalizzare e finire sui giornali.

Questo genere di modelli finisce per influenzare anche il comportamento dei giovani. Il corpo, per alcuni di loro, diventa il centro di tutto. Come gli idoli della musica o della televisione, tanti ragazzi sentono il bisogno di colpire l’attenzione ad ogni costo. In questo modo, pensano di essere più facilmente accettati dagli amici o dall’ambiente che li circonda.

Per alcuni ragazzi il corpo umano diventa merce. Come un qualsiasi prodotto, viene esposto in vetrina ed offerto agli sguardi delle persone. Pensiamo a quante ragazzine, appena adolescenti, indossano abiti di cattivo gusto.

Il corpo di tanti giovani viene rapidamente risucchiato dal grande mercato delle emozioni “usa e getta”: sulla spiaggia, in discoteca, a scuola e nella vita quotidiana.

Ma c’è anche un altro problema: quello della ricerca della perfezione assoluta.

Le edicole sono piene di calendari con le fotografie (spesso ritoccate al computer) di modelle e attrici dalla bellezza irraggiungibile. La televisione, le copertine delle riviste e gli spot pubblicitari impongono gli stessi falsi miti. Per non parlare, poi, dell’uso esagerato della chirurgia estetica, che sembra poter cancellare qualunque difetto.

I ragazzi si guardano spesso allo specchio. E quelli che non riescono ad assomigliare a certi modelli di “corpo perfetto” tendono ad entrare in crisi. Si sentono inadeguati, incompleti, quasi inferiori.

Come combattere questa tendenza? La soluzione è semplice. È necessario insegnare ai giovani che per affermare la propria personalità non occorre inseguire ciecamente i falsi modelli esibizionisti di oggi.

Noi non siamo soltanto corpi. Siamo anche anime. Aiutiamo i ragazzi a riscoprire la bellezza della natura umana e spirituale, anche attraverso la preghiera.

In questo modo, tanti giovani impareranno a volare in alto. Molto più in alto.

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