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L’originalità della missione di padre Paolo Manna

Il 4 novembre ricorre il decennale della beatificazione

ROMA, domenica, 30 ottobre 2011 (ZENIT.org) – Dieci anni fa, il 4 novembre 2001, Giovanni Paolo II beatificava padre Paolo Manna, del PIME, la coscienza missionaria della Chiesa del ventesimo secolo. Nato ad Avellino il 16 gennaio 1872, padre Manna morì del “suo” seminario missionario di Trentola Ducenta (Caserta) il 15 settembre 1952. Padre Manna ha scosso tutta la Chiesa del suo tempo e ha messo i segni profetici per un futuro intensamente missionario.

Padre Manna è stata la più alta coscienza critica della missione della Chiesa del ventesimo secolo. Egli studiò la metodologia missionaria non a tavolino ma sul campo, andando prima come missionario nella Birmania, oggi Myanmar, poi visitando le missioni in molte nazioni dell’Estremo Oriente, non solo quelle del suo Istituto PIME, quando ne era superiore generale, ma anche quelle di altri Istituti missionari e confrontandosi anche con personalità religiose del mondo non cristiano. Di qui l’originalità della sua riflessione missionaria.

L’esperienza di queste visite, unita alla preghiera intensa, soprattutto eucaristica e mariana, hanno portato poi a denunciare, sempre con estrema carità e umiltà, quelli che costituivano delle minacce alla verità della missione universale della Chiesa.

I temi inediti di padre Paolo Manna sulla missione della Chiesa furono principalmente i seguenti: 1) Inculturazione del Vangelo; 2) La Chiesa locale come Chiesa indigena; 3) La santità come esito della missione e fecondità del missionario. Intendeva inoltre la missione della Chiesa nella sua destinazione universale ed era molto duro con le Congregazioni e gli Istituti religiosi quando privilegiavano i propri interessi, per quanto legittimi potessero essere. Quest’ultima attitudine, a suo avviso, comportava il rischio della “morte stessa della Chiesa e, naturalmente, il più misero fallimento dell’evangelizzazione”.

Padre Manna, inoltre, creò e fondò alcune Opere perché approfondissero, vivendole, le sue intuizioni e deduzioni missionarie. La più importante è l’Unione Missionaria del Clero, poi Pontificia Unione Missionaria (“la gemma del tuo sacerdozio” la definirà Paolo VI nel 50° di fondazione), poi il Seminario “Sacro Cuore” per le Missioni Estere a Trentola-Ducenta (Caserta), quindi l’apporto fondamentale alla fondazione delle Missionarie dell’Immacolata.

Nel campo delle comunicazioni sociali fu ugualmente un pioniere dando nuovo volto e nuova lingua alla rivista Le Missioni Cattoliche (oggi Mondo e Missione) inizialmente tradotta dalla rivista omonima francese). Fondò poi per i giovani Italia Missionaria per suscitare tra i ragazzi e i giovani la vocazione alla missione della Chiesa; quindi Propaganda Missionaria (oggi Missionari del PIME) per quelli che volevano affiancarsi direttamente all’opera dei missionari) e infine Venga il Tuo Regno, rivista missionaria per le famiglie, ancora oggi attiva e significativa.

Padre Paolo Manna condusse una vita in perenne movimento, pertanto non ci fu il tempo di veder radicata tra la gente un’ammirazione popolare verso di lui. La sua conoscenza si riscontra piuttosto nell’ambito delle Opere e degli Istituti missionari. Tra i suoi epigoni vale la pena citare padre Giovanni Battista Tragella, PIME, che fu il primo a fondare e dirigere una cattedra di missiologia in Italia, oltre ad essere segretario-confidente di padre Manna e suo primo biografo. L’opera agiografica più copiosa sul missionario irpino è però di padre Ferdinando Germani, PIME, postulatore della sua causa di canonizzazione. Altri cultori della vita e dell’esempio di padre Manna sono i padri Piero Gheddo, Giuseppe Buono e Vito del Prete, anch’essi del PIME.

In vista del decimo anniversario della beatificazione di padre Paolo Manna, si segnalano due iniziative in particolare: la prima è in programma nella Comunità PIME di Trentola-Ducenta (Caserta) fondata da lui e dove lui è sepolto e venerato, la seconda nella diocesi di Avellino, dove il beato ebbe i natali.

A Trentola-Ducenta nel pomeriggio di domani, 3 novembre, vigilia dell’anniversario della beatificazione operata da Giovanni Paolo II il 4 novembre 2001 in Piazza san Pietro, vi sarà una solenne concelebrazione presieduta dall’arcivescovo di Benevento, mons. Andrea Mugione, presidente della Commissione missionaria della Regione Campania.

Il 4 novembre, decimo anniversario della beatificazione, il Centro diocesano missionario di  Avellino, su iniziativa del settimanale diocesano Il Ponte e con la del PIME di Napoli, è stato organizzato un convegno sull’Attualità del pensiero e dell’opera del beato Padre Paolo Manna, PIME, soprattutto nel campo delle comunicazioni sociali. Il titolo è: Comunicazione e Missione. Interverranno il cardinale Salvatore de Giorgi, arcivescovo emerito di Palermo, il Vescovo di Avellino, Padre Giuseppe Buono del PIME, il Direttore de Il Ponte, Mario Barberisi, e Paolo Bustaffa, direttore del SIR. Verrà benedetta una statua di Padre Manna, opera dell’artista avellinese Vincenzo Saccardo e collocata del Duomo della città.

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