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L’Irlanda mantiene le critiche al Vaticano per il Rapporto Cloyne

Dice di sperare che la lezione sia stata imparata

DUBLINO, venerdì, 9 settembre 2011 (ZENIT.org).- Il Governo dell’Irlanda ha ringraziato il Vaticano per la sua risposta al Rapporto Cloyne, ma mantiene le critiche alla lettera del 1997 in cui il Vaticano dava un pretesto ai sacerdoti per coprire le accuse di abusi sessuali.

“Accogliamo con soddisfazione la dichiarazione di risposta in cui la Santa Sede afferma di pentirsi e vergognarsi per le terribili sofferenze che hanno subito le vittime degli abusi e le loro famiglie”, ha commentato il Governo irlandese in una breve dichiarazione diffusa questo giovedì.

Il Rapporto  Cloyne, che consta di 400 pagine ed è stato pubblicato a luglio, afferma che monsignor John Magee di Coyne, che ha presentato la sua rinuncia nel 2010, ignorò le direttrici per la protezione dei bambini del 1996, stabilite dalla Conferenza Episcopale d’Irlanda, e non denunciò alla polizia almeno 9 dei 15 casi di abusi sessuali verificatisi in quel periodo.

Afferma anche che la “reazione del Vaticano” agli sforzi dei Vescovi irlandesi per rispondere alle accuse di abusi sessuali “non ha aiutato alcun Vescovo a implementare le procedure stabilite”.

Il Rapporto cita la lettera del 1997 inviata alla Conferenza Episcopale Irlandese dall’allora Nunzio monsignor Luciano Storero (1926-2000), che affermò che la Congregazione per il Clero riteneva le direttrici per la protezione dei bambini sottolineate in “Abuso Sessuale di Bambini: contesto per una risposta ecclesiale” un mero “documento di studio”, che conteneva “procedure e discipline”, cioè quella che è nota come la notifica obbligatoria, “che sembravano contrarie alla disciplina canonica”.

Il Vaticano ha risposto che la lettera offriva consigli sullo sviluppo di un documento e che la Chiesa aveva una lunga storia nella quale aveva ribadito molte volte l’importanza di denunciare i casi di abusi sessuali alle autorità.

“Avendo considerato attentamente il Rapporto Cloyne e la risposta della Santa Sede”, afferma la dichiarazione, “il Governo d’Irlanda mantiene l’opinione che il contenuto della lettera confidenziale del 1997 […] abbia dato un pretesto ad alcuni membri del clero per evadere la totale cooperazione con le autorità civili irlandesi per quanto riguarda l’abuso di minori. E’ un tema di grande preoccupazione per il Governo irlandese”.

“La speranza del Governo dell’Irlanda è che, malgrado le nostre grandi differenze, siano state apprese le lezioni degli errori passati”, continua il testo. A questo proposito, il Governo accoglie con soddisfazione l’impegno, espresso dalla risposta della Santa Sede nelle osservazioni finali, a un dialogo costruttivo e di cooperazione con il Governo.

“Ringraziando per questo impegno, il Governo auspica la totale cooperazione con la Santa Sede, la Chiesa cattolica in Irlanda e altri organismi rilevanti per assicurare che l’Irlanda abbia una società completamente sicura per i bambini e i minori e che tutte le persone che hanno responsabilità nei confronti del benessere e della cura dei bambini in questo Paese siano del tutto soggette alle leggi e alle procedure irlandesi”.

Il testo della risposta del Vaticano è disponibile su http://www.zenit.org/article-27820?l=italian

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