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Agostino Cardinal Vallini

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“L’Europa ritrovi la sua anima rimettendo al centro l’uomo”

Il cardinale vicario Agostino Vallini dà il via al XII Simposio internazionale dei docenti universitari. In apertura anche il saluto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella

“Il ruolo della ricerca e dell’ alta formazione universitaria è anche quello di leggere e comprendere le rapide trasformazioni del mondo contemporaneo dove le differenze politiche e religiose ideologiche e culturali i conflitti che dividono l’umanità i livelli generazionali di miseria prodotti spesso dalle difficoltà di governare la crisi economica le minacce di distruzione dell’ ambiente richiedono risposte che riconducano ad una rinnovata centralità dell’ uomo unito ad una consapevole e comune sentimento d’ appartenenza aperto alla condivisione”. 

Con queste parole d’esortazione inviate dal presidente della repubblica Sergio Mattarella si è aperto ieri, a Roma. nell’Aula della conciliazione del Palazzo Lateranense, il XII Simposio internazionale dei docenti universitari promosso dall’Ufficio diocesano per la Pastorale universitaria, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e il Ministero degli affari esteri.

Nel suo saluto, il presidente Mattarella nel ha sottolineato che “la costruzione di un nuovo umanesmoi risponde al diffuso sentimento di insicurezza sociale per disegnare un orizzonte credibile ed affidabile che ricostruisca la reciprocità dei rapporti restituendo dignità individuale e relazionale” 

Propria all’importanza di restituire all’uomo la sua dignità e metterlo nuovamente al centro di tutte le scelte politiche e sociali si è soffermato, nel suo intervento, il cardinale vicario Agostino Vallini. “L’Europa deve ritrovare la sua anima – ha spiegato il porporato – E potrà farlo, rimettendo al centro l’uomo, non pensato in astratto,  bensì considerato nel vissuto concreto e nella trama di relazioni che compongono il suo esistere storico.” E la persona dunque deve tornare al  centro dell’organizzazione culturale, sociale, politica ed economica.

“È sul concetto di ‘uomo’ – ha aggiunto – che bisogna intendersi e sul modo di  interpretare, ad esempio, le relazioni che sussistono tra l’uomo e la natura,  l’uomo e la libertà, l’uomo e il lavoro, l’uomo  e l’economia; al contrario  diversi saranno il concetto di società, lo scopo dei processi economici, le regole e gli obiettivi  dello sviluppo.”   

Il cardinale vicario parlando poi di costruzione di nuovo umanesimo ha ricordato anche i tanti uomini e tante donne lasciati oggi ai margini della società, gli ultimi quelli spesso senza nome ne diritti “In un pianeta che va sempre di più urbanizzandosi, ha spiegato –  soprattutto nelle grandi città accanto a grandi opportunità, crescono sacche di  povertà e di miseria. Nuovo umanesimo, in questo caso, vuol dire confrontarsi, in nome dell’uomo con  l’impegno a modificare le strutture culturali, economiche e sociali che causano le povertà, promuovendo il cambiamento dei modelli di sviluppo, di produzione e di consumo. Vuol dire farsi carico di queste masse umane nell’ottica della  giustizia e della solidarietà”.

 

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