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L’archimandrita Manuel Nin presenta volume LEV al Pontificio Collegio Greco di Roma

Il libro “La voce dell’icona – Immagineteologica e poesia nell’Oriente cristiano” raccoglie alcuni articoli de L’Osservatore Romano sulla tradizione ecclesiale nelle grandi feste siriache e bizantine

Si svolgerà giovedì 6 novembre, alle 18.30, presso il Pontificio Collegio Greco la presentazione del volume La voce dell’icona – Immagineteologica e poesia nell’Oriente cristiano, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana a firma di padre Manuel Nin, archimandrita e rettore del Pontificio Collegio Greco di Roma, docente presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo, la Pontificia Università della Santa Croce e il Pontificio Istituto Orientale.

All’incontro, che sarà moderato da Giovanni Maria Vian, direttore de L’Osservatore Romano, interverrannoEmidio Vergani, docente presso il Pontificio Istituto Orientale e Antonis Fyrigos, docente presso la Pontificia Università Gregoriana.

Il volume, che raccoglie una serie di articoli apparsi su L’Osservatore Romano negli anni 2010-2012, ripercorre la tradizione ecclesiale così come si esplica nelle grandi feste siriache e bizantine, basandosi sulle icone e sulla poesia. Le composizioni innografiche evidenziano la dimensione poetica della teologia in Oriente e il contenuto teologico della poesia cristiana orientale; le icone forniscono invece un commento visivo dei testi liturgici, che a loro volta commentano l’immagine. Scopo dell’autore è di “mettere in evidenza nelle liturgie cristiane il rapporto stretto che troviamo tra la preghiera in quel che cantiamo e la preghiera in quel che vediamo, in quel che contempliamo coi nostri occhi”.

Il volume prende avvio dall’inizio dell’anno liturgico, il 1° settembre, e si snoda attraverso le principali ricorrenze, come la Natività della Madre di Dio (8 settembre), l’Esaltazione della Santa Croce (14 settembre), il Natale, l’Epifania, la Quaresima, l’Annunciazione, la Domenica delle Palme, la Risurrezione, l’Ascensione, la Pentecoste, la Trasfigurazione, la Dormizione della Madre di Dio, che vengono rivissute attraverso le composizioni degli innografi, come Andrea di Creta, Efrem il Siro, Giovanni Damasceno, Romano il Melodo e Sofronio di Gerusalemme. Riaffermando così la ricchezza teologica e poetica dei loro testi e, come nota Antonis Fyrigos nel prologo del volume, “il soave e vigoroso amalgamarsi icona/logos, una costante nelle celebrazioni liturgiche delle Chiese cristiane d’Oriente”. Ciascun articolo si apre con una raffigurazione artistica della tradizione orientale, che non è un elemento decorativo ma detiene un valore meramente teologico.

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