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L’accesso alla moschea di Al-Aqsa è “diritto dei musulmani”

L’appello da parte dei capi delle Chiese di Gerusalemme giunge a seguito della loro visita alla Spianata delle moschee

Si è compiuta ieri la visita di una delegazione di patriarchi e capi delle Chiese di Gerusalemme presso la Spianata delle moschee, teatro di tensioni nei giorni scorsi e già oggetto delle preoccupazioni delle autorità ecclesiastiche cristiane. L’onda di tensione, intanto, sta contagiando anche altre zone di Israele e dei Territori palestinesi: dopo l’assassinio di un arabo due giorni fa, si registra l’uccisione di un soldato israeliano per accoltellamento e l’aggressione nei confronti di tre coloni che ha causato la morte di una ragazza in Cisgiordania.

È in questo clima che la delegazione – composta tra gli altri dal patriarca latino Fouad Twal, il vescovo William Shomali, l’arcivescovo greco-melchita Joseph-Jules Zerey e padre Ibrahim Faltas – ha provato a portare un messaggio di incontro recandosi alla Spianata delle moschee. Al termine della visita, la delegazione ha inoltre diffuso un comunicato insieme al Consiglio del Waqf islamico di Gerusalemme, la Fondazione pubblica incaricata della gestione dei luoghi sacri musulmani.

L’agenzia Fides riferisce che nella dichiarazione è contenuto un nuovo appello affinché non sia modificato uniteralmente lo statu quo, ossia l’insieme di norme e consuetudini che regolano l’uso e l’accesso ai Luoghi Santi nella Città Vecchia di Gerusalemme. Viene poi ribadito il “diritto dei musulmani alla preghiera e alla libertà di accesso alla moschea di Al-Aqsa” e la sua proprietà esclusiva a vantaggio dei musulmani di tutto il mondo.

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