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L’abbraccio del nuovo arcivescovo di Palermo ai suoi studenti

Commovente congedo di mons. Corrado Lorefice dallo Studio Teologico S. Paolo di Catania; l’esortazione ai futuri sacerdoti a vivere pienamente la Chiesa del Concilio

Con commozione e gioia, gli allievi dello Studio Teologico San Paolo si sono congedati dal loro docente, monsignor Corrado Lorefice, nominato pochi giorni fa arcivescovo di Palermo.

Dopo un interminabile applauso, il rappresentante degli studenti ha reso omaggio all’arcivescovo designato, finora vicario episcopale per la pastorale della diocesi di Noto, che, a sua volta, ha regalato ricordi e grandi emozioni ai suoi studenti.

Noto come docente severo e puntiglioso, monsignor Lorefice ha rincuorato gli allievi, ricordando loro come egli stesso avesse provato lo stesso scoraggiamento nei confronti dello studio serio e impegnativo della teologia. 

L’arcivescovo designato ha poi ringraziato ed ha espresso con emozione il proprio rammarico per dover rinunciare alla docenza presso lo Studio Teologico San Paolo. Lo Studio Teologico è stato l’ambiente culturale dove Lorefice si è formato e dove ha mosso i primi passi in ambito accademico.

“Tra le cose che dovrò lasciare c’è l’insegnamento universitario – ha affermato il teologo –  l’ho visto sempre come un servizio alla pastorale, non come un’ostentazione personale. Ho sempre creduto nello studio teologico, che considero un frutto prezioso dell’assiduo lavoro del Concilio: i padri conciliari hanno infatti insistito proprio su una formazione seria e impegnata del clero”.

Lorefice ha aggiunto poi con commozione e nostalgia: “Presso lo Studio Teologico San Paolo io ho offerto il mio servizio a partire dalla grande intuizione del Concilio Vaticano II: una Chiesa che riesce a guardare alla storia e al mondo degli uomini è una Chiesa che comprende meglio il Vangelo e lo può comunicare e comunicarsi ai futuri preti ai futuri laici e al clero e a tutti gli uomini di buona volontà”.

Infatti solo una chiesa “aperta” – ha proseguito l’arcivescovo designato di Palermo – è in grado di “cogliere la grande sensibilità di papa Francesco: una Chiesa in cammino, una Chiesa in uscita è una Chiesa che attua il Concilio. Da questo punto di vista il Concilio che si è celebrato deve ancora essere recepito per bene e il nostro papa Francesco ci sta aiutando molto anche in questo. Credo che un’istituzione seria come il San Paolo possa avere il delicato questo compito ossia quello di attuare sempre più il Concilio nella nostra chiesa particolare di Sicilia”.

In conclusione, Lorefice ha augurato “ai tanti giovani, ai tanti studenti del Teologico e a tutti quelli che vogliono accostarsi allo studio della teologia, l’emozione grande di lasciarsi attirare e gustare la bellezza del Vangelo, di poterlo assaporare – come ho fatto io – e di trascorrere  la  propria vita nella compagnia del Vangelo, che è una forza  arricchente, sia nella vita del singolo credente che nella nostra vita vissuta collettivamente e quotidianamente”.

Il nuovo arcivescovo di Palermo ha quindi rammentato un “episodio molto singolare”, risalente al suo primo giorno in seminario allo Studio teologico, quando assistette alla sua prima lezione: “l’impatto fu talmente forte – ha raccontato – che mi scoraggiai pensando che non sarei mai riuscito a terminare gli studi di teologia erano molto impegnativi e complessi. Oggi, invece, io stesso  mi ritrovo dopo anni a essere docente di teologia: credo che se ce l’ho fatta io, ce la possono fare tutti!”.

Lorefice è inoltre il secondo vescovo che viene scelto dallo Studio Teologico San Paolo, dopo monsignor Rosario Gisana, vicepreside dello Studio ed attuale vescovo della Diocesi di Piazza Armerina.

Due seminaristi del San Paolo hanno poi reso la loro testimonianza. Rosario Modica ha affermato: “Nella mia esperienza di vita, ho raggiunto la maturità della mia vocazione da adulto, dopo aver conseguito la laurea in matematica; mi sono sempre sentito vicino alla Chiesa, fino a quando ho compreso che Dio aveva su di me un progetto ben preciso. Adesso posso affermare che Dio ha predisposto tanti eventi, di certo il mio parroco, con la sua vita di fede e il suo Vangelo vissuto, mi ha aiutato e stimolato in questo percorso”.

“Credo che la nostra volontà sia ben poco, è Dio che ci sceglie – ha proseguito il seminarista -. Vivere la relazione con Dio è di certo un’esperienza personale, che matura nel silenzio e nella preghiera: bisogna arrendersi a Dio, perché se il signore ti chiama, opera in tutti i modi per fartelo capire.

Paolo Cedro ha invece sottolineato: “Anch’io ho risposto alla voce che sentivo nel mio cuore, tutte le volte che mi sono fermato a riflettere e capivo che mancava qualcosa, mi sentivo fuori posto, dopo una vita intensamente vissuta, ho scelto anch’io di dare ascolto a questa forte spinta verso Dio”.

“Dio è tutto ciò che rende piena una vita, nulla è difficile se ci abbandoniamo – ha aggiunto Cedro -. Lo Studio teologico San Paolo e il nostro rettore, Giuseppe Schillaci, ci danno la possibilità di vivere con grande serenità la nostra formazione teologica e la nostra vocazione. La dolcezza e la pienezza di Dio vincono sempre su tutto. Gesù ci prende per mano e non ci abbandona: Egli è l’esperienza totalizzante per eccellenza. Consiglio a tutti di aprirsi, l’unico rimpianto che ho, è di averlo amato tardi!”.

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