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Kenya: sterilizzazione di massa dietro un vaccino?

Vescovi cattolici e medici denunciano che la campagna nazionale antitetanica finanziata da Oms e Unicef nasconde l’intento di controllare la popolazione

Una campagna di sterilizzazione forzata travestita da buoni propositi. È il grido d’allarme che, in Kenya, si leva intorno alla campagna nazionale di vaccinazione antitetanica rivolta a ragazze dai 14 ai 49 anni, oltre che a tutta la popolazione maschile.

Nei giorni scorsi i vescovi del Paese, mediante una dichiarazione diffusa al termine della loro Assemblea Plenaria e ripresa dall’agenzia Fides, hanno espresso forti perplessità anzitutto per la segretezza con cui viene condotta la campagna.

Nonostante le difficoltà, la Chiesa è riuscita ad ottenere alcune dosi del vaccino, che, dopo esser state analizzate in 4 diversi laboratori del Kenya, hanno fatto emergere preoccupazione. “Vogliamo annunciare che tutti i test dimostrano che il vaccino usato in Kenya a marzo e ad ottobre 2014 è in effetti contaminato con l’ormone Beta- HCG”, affermano i Vescovi.

Nel documento si precisa inoltre che questa sostanza “causa infertilità e aborti multipli nelle donne”. Motivo per cui i presuli, oltre a denunciare le intimidazioni nei confronti dei medici che hanno pubblicamente parlato della presenza di Beta- HCG nel vaccino, chiedono ai keniani di evitare la campagna antitetanica perché “siamo convinti che si tratta di un programma mascherato di controllo della popolazione”.

Dello stesso avviso l’Associazione dei medici cattolici, che rivela anche che la campagna sia finanziata dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dall’Unicef. Come riporta Tempi, l’Associazione ha reso noto che i risultati “confermano la nostra peggiore paura; la campagna dell’Organizzazione mondiale della sanità non mira a sradicare il tetano neonatale ma è un ben coordinato ed efficace tentativo di sterilizzazione di massa per il controllo della popolazione, tramite l’utilizzo di un vaccino che, come provato, regola la fertilità” .

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