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Kenya: La Chiesa offre i propri terreni per coltivare cibo

L’iniziativa, annunciata dal Direttore delle Pontificie Opere Missionarie (Pom) del Paese, risponde all’appello di papa Francesco per trovare nuove forme di aiuto agli affamati

La Chiesa del Kenya mette a disposizione ogni proprio mezzo per combattere la fame: terre incolte di diocesi, congregazioni religiosi e seminari del Paese saranno offerte per produrre cibo. Padre Celestino Bundi, Direttore delle Pontificie Opere Missionarie (Pom) del Kenya, lo ha annunciato durante l’incontro dei Direttori africani del Pom che si è tenuto a febbraio presso il Centro Pastorale Vincenzo Pallotti di Kigali, in Rwanda.

Padre Bundi ha affermato che la Chiesa in Kenya vuole così rispondere all’appello lanciato da papa Francesco nel suo discorso ai partecipanti alla 38esima sessione della Fao, per trovare nuove forme di aiuto ai poveri e agli affamati. “È risaputo – aveva detto il Santo Padre – che la produzione attuale di cibo è sufficiente, eppure ci sono milioni di persone che soffrono e muoiono di fame: questo, cari amici, costituisce un vero scandalo. È necessario allora trovare i modi perché tutti possano beneficiare dei frutti della terra, non soltanto per evitare che si allarghi il divario tra chi più ha e chi deve accontentarsi delle briciole, ma anche e soprattutto per un’esigenza di giustizia e di equità e di rispetto verso ogni essere umano”.

La Chiesa in Kenya, ha detto il Direttore delle Pom locali come riporta l’agenzia Fides, intende diventare autosufficiente, ridurre la malnutrizione e creare uno scambio reciproco tra “chi ha” e “chi non ha”.

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