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Salvatore Martinez

Rinnovamento nello Spirito Santo

Iuvenescit Ecclesia. Martinez: “Nuova armonia carismatica nella missione della Chiesa”

Il presidente nazionale di Rinnovamento nello Spirito Santo commenta la pubblicazione della lettera a cura della Congregazione per la Dottrina della fede

La pubblicazione della lettera Iuvenescit Ecclesia, sulla relazione tra doni gerarchici e carismatici per la vita e la missione della Chiesa, è stata salutata “con gratitudine” dal presidente nazionale di Rinnovamento nello Spirito Santo, Salvatore Martinez.

Il documento, cofirmato dal Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, cardinale Gerard Ludwig Müller e dell’arcivescovo segretario, mons. Luis Ladaria, secondo Martinez, “aggiorna e riafferma la collocazione teologica ed ecclesiologica delle nuove aggregazioni ecclesiali, a partire dalla relazione tra doni gerarchici e doni carismatici”.

“La nostra sensibilità sugli argomenti trattati – prosegue il presidente di RnS – la verifica esperienziale delle indicazioni comunitarie e pastorali diffuse nel Documento, ci permettono di ribadire la continuità con il Magistero post-conciliare. È chiara, al contempo, la volontà di Papa Francesco di proporre una nuova “cultura della Pentecoste”, che abbia nel riconoscimento e nella valorizzazione dei numerosi carismi una grande risorsa di rinnovamento per la Chiesa e per l’urgente conversione pastorale”.

“Se san Giovanni Paolo II considerava i movimenti e le nuove comunità ‘una risposta provvidenziale alle necessità della Chiesa e del mondo’, suscitata dallo Spirito Santo alla fine del secondo Millennio, Papa Francesco ha a cuore la proposizione di una ‘visione armonica’ del loro esistere e operare, perché si superi ogni orgoglio autoreferenziale, ogni presunzione istituzionale, ogni distinzione esasperata ed esasperante tra istituzioni e carismi, ogni mortificazione della fraternità e della comunione nella diversità di stati, uffici e finalità perseguite. Fondamentale poi il definitivo superamento di quella pericolosa divaricazione da alcuni invocata tra cattolicesimo ‘sociologico’ e cattolicesimo ‘pneumatologico’ e dunque di una Chiesa ‘dell’istituzione’ e una Chiesa ‘della carità’: contrapporli o giustapporli sarebbe estinguere lo Spirito Santo nella vita dei fedeli, del popolo di Dio, della Chiesa!”.

“La ‘coessenzialità’ tra doni gerarchici e doni carismatici nella struttura e nel mistero della Chiesa, più volte ribadite da San Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI, trovano oggi nel Magistero di Papa Francesco un rilancio della loro dimensione “missionaria”, così che l’orizzonte carismatico s’inscriva dentro l’imprescindibile ritmo sacramentale della Chiesa, a partire dalla Chiesa particolare verso la Chiesa universale. Decisiva la riaffermazione di nozione di “bene comune” insita nei carismi, che seppure dati alle singole persone, devono sempre generare vita nuova e novità salutari e contagiose per molti, in un ordine ecclesiale e sociale di stampo comunitario e mai individualistico. In tal senso, dalla dottrina dei carismi può derivare una dimensione partecipativa e collaborativa capace di vincere le tante crisi del nostro tempo”.

“Interessante l’aggiornamento dei ‘criteri di ecclesialità’ fin qui vigenti posti a discernimento dell’autenticità dei doni carismatici, così da favorire la giusta e dovuta ‘maturità’ dei movimenti in ordine alla loro testimonianza nella Chiesa e per la Chiesa nel mondo. Ne discende una più adeguata intelligenza dei doni di Dio, a partire dal mutato contesto storico nel quale si trovano a interagire”.

“In ultimo, è dirimente l’invito fatto ai ministri ordinati a non disdegnare la partecipazione alla vita di una realtà carismatica, da cui potranno trarre forza e aiuto umano e spirituale, nel rispetto delle peculiarità di ogni singola aggregazione. Il Documento sarà opportunamente ripreso nelle nostre Scuole di formazione nazionali e interregionali, desiderosi di continuare il cammino intrapreso in comunione con i Pastori della Chiesa, per lo sviluppo di quella teologia dei carismi e dell’esperienza che sono un segno dei tempi nella Chiesa di Francesco”, conclude poi Martinez.

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