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Italia. È giunta l’ora di “Misure a sostegno della famiglia”

Democrazia Solidale presenta un pacchetto di norme a favore della cellula fondante della società: si va dall’anticipo di un anno alla pensione per ogni figlio nato all’Iva agevolata per prodotti per la prima infanzia

Continuità e organicità delle politiche familiari. Questo l’obiettivo che si prefigge il pacchetto “Misure a sostegno della famiglia”, presentato stamattina alla Camera dei deputati dagli onorevoli Lorenzo Dellai, Mario Marazziti, Mario Sberna e Gian Luigi Gigli, del partito di Governo Democrazia Solidale – Centro Democratico.

L’esiziale numero di nascite dello scorso anno (488 mila), record negativo dall’unità d’Italia, “non è frutto del caso”, ha commentato Sberna, bensì è il segno evidente della mancanza di politiche familiari robuste.

Di qui la necessità – gli ha fatto eco il collega Dellai – di abbandonare “i provvedimenti spot” a beneficio di “misure continuative e organiche a favore della famiglia”.

Nel progetto si prevede di stanziare circa 2miliardi e mezzo a beneficio in primo luogo delle famiglie numerose. La copertura sarebbe già stata trovata. Tracciata in parte durante la conferenza: 400milioni si ricaverebbero da una patrimoniale sui grandi patrimoni; 400milioni dall’aumento delle accise su alcol e fumo; 1 miliardo dall’aumento della tassazione alle slot machine.

Il pacchetto vuole trasformare in realtà la conciliazione tra lavoro e famiglia. Per farlo – ha spiegato Sberna – può essere utile “attingere anche alle positive esperienze dei Paesi stranieri”.

“Basti pensare a cosa avviene in Germania – ha proseguito -: ad ogni gravidanza il papà o la mamma possono decidere sino ai 3 anni d’età del bambino di ricevere 800euro al mese avendo garantito il mantenimento del posto di lavoro”.

Imitare l’esempio tedesco avrebbe un costo “non gigantesco” secondo Sberna e rappresenterebbe “un riconoscimento da parte dello Stato a quel servizio che una donna lavoratrice fa al Paese” mettendo al mondo un figlio.

Diventare genitori – ecco un altro passaggio originale della proposta di Democrazia Solidale – deve assicurare anche un accesso anticipato alla pensione. Anticipo di 12 mesi per ogni figlio nato. “10 figli messi al mondo – il commento di Sberna, che è anche presidente dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose – devono corrispondere a 10 anni di pensione anticipata per i genitori”.

E non solo. Ogni nascita deve garantire una detrazione dell’Irpef proporzionata alle spese necessarie per far crescere il bambino. “Che la spesa per un figlio non venga tassata – ha detto Sberna – mi sembra davvero il minimo”.

Sberna che trova “clamoroso” che finora in Italia non si sia mai nemmeno parlato di un’altra misura che intende introdurre il pacchetto: l’Iva agevolata per i prodotti dedicati alla prima infanzia, cioè pannolini, omogeneizzati e latte in polvere.

“Come è possibile pagare il 22% di Iva su prodotti indispensabili per la vita dei bambini?”, la sua domanda. Che va dritta al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, insieme a un’altra: “Perché non rinvestire subito quel miliardo di euro destinato agli assegni familiari che tuttavia non è stato erogato?”.

Democrazia Solidale ha già denunciato in Parlamento questa dilapidazione di denaro pubblico che avrebbe aiutato molte famiglie italiane. “Nel nostro pacchetto – ha spiegato Sberna – prevediamo un aumento del 20% degli assegni familiari semplicemente distribuendo quel miliardo non erogato”.

Altro denaro – ricavato stavolta dai 2miliardi e mezzo stanziati – andrebbe speso per aiutare i genitori di famiglie numerose che perdono il posto di lavoro a trovare nel più breve tempo possibile una nuova occupazione, nonché a fornire voucher per spese necessarie alle famiglie più povere.

“Ci sono poi due misure che non implicano spesa di denaro, ma che sono altamente significative”, ha detto Sberna. Il riferimento è non solo alla creazione di una Giornata Nazionale della Famiglia “affinché – ha spiegato – almeno una volta l’anno si parli a livello istituzionale di questo tema”. Ma anche alla nascita di una “valutazione dell’impatto familiare” che ogni pubblica amministrazione deve considerare quando mette in atto una nuova misura.

“Così come per costruire un palazzo è necessario valutare l’impatto ambientale – la spiegazione di Sberna – così per adottare una legge ci sarebbe bisogno di valutare che tipo di incidenza essa ha sulla cellula fondante della nostra società”.

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