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Israele, la tregua proposta dall’Egitto dura solo sei ore

Alle 14, ora italiana, sono ricominciati i bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza

Sembrava essere giunti ad un lieto epilogo dopo la notizia di stamane che il governo d’Israele aveva finalmente accettato la proposta de Il Cairo di una tregua nel conflitto con Gaza. Invece sei ore dopo, alle 14 ora italiana, giunge la notizia che il governo israeliano ha deciso di interrompere la tregua.

Sono dunque ripresi i raid sulla Striscia di Gaza, dopo sei ore di “attacchi unilaterali” di Hamas che “ha sparato 47 razzi”, come riferisce il portavoce militare di Israele. Il premier Netanyahu incolpa l’organizzazione palestinese di aver respinto la proposta egiziana per il cessate il fuoco. Ha dunque ordinato alle forze armate di “agire con forza”.

La decisione di Israele di accettare la tregua era arrivata oggi pochi minuti prima che l’avance dell’Egitto entrasse in vigore, dalle 8 di questa mattina. I ministri degli Esteri dei paesi della Lega Araba avevano invitato infatti “tutte le parti” a cessare il fuoco nella Striscia di Gaza: i ministri “chiedono che tutte le parti coinvolte accettino l’iniziativa egiziana e rispettino le sue condizioni”, si leggeva in una nota ufficiale diffusa da al-Arabiya al termine di un summit al Cairo.

Durante la notte, tuttavia, Hamas aveva affermato di voler respingere la proposta dell’Egitto e, anzi, di voler “intensificare” il lancio di razzi. “La nostra battaglia contro il nemico si intensificherà”, hanno promesso le Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato di Hamas, aggiungendo che “se il contenuto di questa proposta è quel che sembra, si tratterebbe di una resa e noi la rigettiamo senza appello”. 

La nottata di ieri era stata comunque illuminata dal fuoco dei razzi lanciati verso il territorio israeliano dal Sinai egiziano, dal Libano e dalla Siria. L’attacco più grave è stato quello diretto verso la città di Eilat, località turistica israeliana presso il mar Rosso, dove sono esplosi tre razzi che hanno ferito tre persone. Dal Libano, poi, sono stati sparati due razzi verso la Galilea occidentale e altri due sono stati lanciati dalla Siria verso il Golan.

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