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Iraqi soldier

Iraqi soldier - Wikimedia Commons

Iraq: nuova serie di attentati

Esplosioni con decine di morti si sono registrate a Baghdad e a Samarra; rivendicazione dell’Isis. Intanto l’esercito avanza a Mosul per liberare la città dai terroristi

Continuano ad essere cifre impressionanti, quelle delle vittime civili del conflitto in Iraq. Nel 2016 sono stati uccisi almeno 6.878 civili. Lo ha reso noto ieri sera la missione di assistenza dell’Onu per l’Iraq (Unami) precisando che altri 12.388 sono rimasti feriti. Nel 2015 i civili uccisi nel Paese furono 7.515.

L’anno nuovo non inizia in modo incoraggiante. Ancora decine di morti a Baghdad a causa di una serie di attentati terroristici. L’attacco più grave, rivendicato dall’Isis, con un bilancio di 39 morti e una sessantina di feriti, è avvenuto a Sadr City, un vasto sobborgo sciita nell’est della capitale irachena. Sempre nella zona orientale di Baghdad, nelle ore successive, si sono registrate altre esplosioni. E ancora: a Samarra, città sacra ai musulmani sciiti, assaltata una stazione di polizia e uccisi sette funzionari.

Intanto a Mosul prosegue la campagna militare dell’esercito iracheno contro l’Isis. Il 27 dicembre è stato distrutto l’ultimo ponte che collegava le due sponde del fiume Tigri: ora i combattenti del Califfato nella zona est della città sono isolati.

Le operazioni per la liberazione della seconda città irachena procedono tuttavia con prudenza e lentamente. Il motivo lo ha spiegato l’ambasciatore statunitense in Iraq, Douglas Silliman: “A Mosul sono presenti 285mila edifici e i terroristi di Daesh usano i civili come scudi umani e attaccano le aree liberate”.

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