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Iraq: La solidarietà del Vaticano agli sfollati

Il card. Filoni è arrivato ieri nel Paese e ha già visitato un campo profughi. Terminata intanto la missione di Cor Unum a Erbil e a Duhok

“Ho ammirato e sono rimasto edificato dalla generosità di tanti”. Il card. Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, custodisce un ricordo positivo della sua tappa ad Amman, in Giordania, in due parrocchie in cui sono ospitati i profughi fuggiti dalla Siria. “È bello – aggiunge – vedere che riescono a ritrovare una loro dignità e amicizia”.

E ora, dopo la visita dello scorso agosto, il porporato è tornato in Iraq per portare la benedizione e l’aiuto concreto di papa Francesco alle famiglie cristiane e agli altri gruppi costretti ad abbandonare le proprie case per via della persecuzione dell’Isis. Il card. Filoni ha già visitato, in mattinata, un campo profughi.

Il suo viaggio in Iraq segue alla missione di una delegazione vaticana guidata dal Pontificio Consiglio Cor Unum, il dicastero della Carità del Pontefice. Il gruppo ha visitato un campo di Erbil, da dove si è spostato poi verso il villaggio di Duhok, in cui è rifugiata la gran parte degli sfollati della Piana di Ninive.

“Lì abbiamo visitato alcuni Campi e abbiamo potuto vedere alcuni dei progetti che sta facendo la Caritas Iraq, soprattutto riguardo al tema dell’educazione e della sanità, ma anche riguardo all’affitto di abitazione o alla costruzione di abitazioni per le famiglie: si cerca di dare anche una dignità abitativa, perché le tende tante volte non aiutano”, spiega alla Radio vaticana mons. Segundo Tejado Muñoz, sottosegretario di Cor Unum. Il quale aggiunge: “Da lì siamo poi tornati a Erbil, dove abbiamo visitato altri tipi di Campi, composti da container o da palazzi ancora non terminati, che sono stati divisi con delle mura affinché vi possano alloggiare le famiglie”.

Mons. Tejado Muñoz ha quindi aggiunto di aver incontrato sia il vescovo di Erbil sia quello di Duhok, nonché altre organizzazioni umanitarie che operano in quei luoghi: la Caritas, con il Jrs dei Gesuiti, la Focsiv. “Abbiamo avuto anche un incontro molto interessante con il rappresentante delle Nazioni Uniti – aggiunge il presule -, che ci ha illustrato tutta la situazione: le Nazioni Unite sono molto preoccupate, perché purtroppo stanno venendo meno i fondi e c’è il rischio di dover tagliare alcuni progetti”.

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