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Iraq: “I cristiani hanno paura”. A Qaim, strage di civili

Raid aerei al confine con la Siria hanno provocato 120 vittime. A Mosul prosegue l’offensiva governativa per strappare la città dal controllo dei jihadisti

Paura e sgomento tra i cristiani in Iraq, anche dopo la liberazione di alcuni villaggi nella Piana di Ninive. “Non è chiaro chi si prenderà cura di loro” e per questo “si sentono traditi dal Governo”, afferma l’arcivescovo siro-cattolico di Mosul (Iraq), mons. Yohanna Petros Mouche, durante una visita ad Aiuto alla Chiesa che Soffre. Il presule ha aggiunto che i cristiani hanno timore di tornare ai loro villaggi nonostante la liberazione della Piana di Ninive. Anche se l’Isis è militarmente sconfitto, “rimane l’ideologia dei musulmani radicali”, ha spiegato l’arcivescovo, uno dei primi a visitare Qaraqosh dopo la liberazione.
Mons. Mouche ha aggiunto che i cristiani sono rimasti “scioccati” nello scoprire che circa il 75% delle case nei villaggi cristiani liberati sono state incendiate da abitanti locali. “Perché queste persone, con le quali eravamo in relazione, hanno fatto tutto questo?”, ha domandato, “temiamo di dover continuare a vivere con loro. Attendevamo con impazienza la liberazione, e molti volevano tornare immediatamente, ma ora la prima necessità è la garanzia della nostra incolumità”. In ogni caso, ha aggiunto l’arcivescovo, è una “grande gioia” che ci sia almeno la possibilità di tornare ad abitare la Piana di Ninive per “continuare a testimoniare Cristo nella nostra nazione”.
Grande dolore, invece, nella città di Qaim, al confine con la Siria, dove si contano circa 120 civili morti a causa di raid aerei contro lo Stato Islamico. Lo riferisce l’agenzia tedesca Dpa citando le dichiarazioni di un deputato iracheno, Fares al-Fares, che denuncia: “Abbiamo informazioni che i raid sono stati condotti dagli aerei iracheni”. Già ieri, in un altro bombardamento in un mercato affollato di civili, su una zona controllata dall’Isis nella provincia occidentale di Al Anbar, erano morte decine di vittime tra cui bambini e adolescenti.
Da Baghdad, per ora, nessun commento. Intanto a Mosul, prosegue l’offensiva dell’esercito governativo per strappare dal controllo dei jihadisti la città, capitale della provincia di Ninive. I militari sono avanzati nei quartieri della periferia orientale e attendono di attraversare il fiume Tigri per arrivare in centro città, sulla sponda ad ovest. L’operazione richiederà ancora molto tempo.

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