Dona Adesso

Io dono, tu doni… essi vivono

Sono trascorsi venti anni dal generoso gesto dei genitori del piccolo Nicholas Green: un esempio concreto imitato da molti

È ancora vivo il ricordo dei fatti accaduti a Messina gli ultimi giorni di settembre 1994. Era il 27 settembre, quando la famiglia Green – papà mamma, Nicholas ed Eleanor – che percorreva l’autostrada del Sole ed in Calabria rimase coinvolta in una sparatoria: il piccolo Nicholas, che dormiva nel sedile posteriore fu colpito da un proiettile. Dopo alcuni giorni di coma, il 29 settembre i suoi genitori acconsentirono all’espianto di ben sette organi che hanno ridato la vita a sette cittadini italiani.

Il gesto generoso ed esemplare dei genitori del piccolo Nicholas commosse allora l’intera Nazione e la notizia fece il giro del mondo, raccogliendo consensi e apprezzamenti per la civiltà del gesto.

Quella tragedia si è trasformata in un segno di positività e d’incremento per la diffusione della cultura della donazione degli organi e in questi anni, grazie al concorso promosso dalla Regione siciliana con la Legge 15/95, tantissimi giovani si sono avvicinati all’informazione e alla sensibilizzazione della donazione come gesto di vera umanità solidale, attuando un reale mutamento nel modo di pensare e di sentire il problema della donazione.

L’effetto Nicholas così com’è stato salutato dai mass media, l’eco di ammirazione e di plauso nei confronti dei coniugi Green, per il generoso gesto di amore che ha consentito a sette cittadini di continuare una vita serena, ha determinato una rapida crescita delle donazioni in Italia e la diffusione della cultura del trapianto di organi.

Leggendo le pagine dei giornali di quei giorni, si registra quasi un moltiplicarsi e un ripetersi del gesto dei genitori di Nicholas, rinforzato qualche anno dopo dal trapianto di organi della studentessa romana Marta Russo ed, in seguito, della giovane Annalisa, di Napoli, vittima anche lei della violenza della malavita.

La storia dei trapianti in Italia sembra risalire a 23 anni or sono, quando il marmista di Andria, Savino Fusaro, tornò a casa con il cuore nuovo ed ancora oggi rievoca i suoi 23 anni da trapiantato.

Il primo trapianto fu, infatti, eseguito a Padova dal prof. Gallucci ed il secondo a Bergamo dal prof. Ferrazzi, dell’èquipe del prof. Parenzan, e poi, di seguito, in questi anni si sono moltiplicati su tutto il territorio nazionale i centri trapianto, che tendono anche a specializzarsi nei diversi settori. Si registra che un tratto di strada di civiltà e di progresso è stato compiuto, ma ancora c’è molto da fare e si evidenziano notevoli disagi ed insufficiente organizzazione nelle sale di rianimazione, determinando la perdita di tante potenziali donazioni.

Durante l’estate, la notizia del piccolo cinese di 11 anni, affetto da tumore incurabile, che prima di morire ha chiesto per iscritto che i suoi organi fossero trapiantati ad altri bambini, ha commosso la Cina, determinando un forte sviluppo alla cultura della donazione.

Fin dall’età di 9 anni, Liang Yaovi, studente di Shenzen, che da grande desiderava fare il medico e salvare tante vite, ha lottato contro un terribile cancro al cervello, ma quando ha capito che tutti gli sforzi che stava facendo risultavano inutili, ha deciso e ha chiesto alla mamma e ai medici curanti che, quando sarebbe arrivata la fine, l’espianto degli organi per salvare la vita di altri bambini: ora i due reni ed il fegato del piccolo Liang Yaoyi, pulsano ancora vita nel corpo di altri pazienti che sono tornati a vivere e a sperare in un futuro, che al piccolo generoso eroe è stato negato. Questo è un miracolo della scienza, un dono che si rinnova e produce altri generosi donatori.

In questi vent’anni si è registrato un notevole slancio ed una graduale diffusione della cultura della donazione degli organi e, anche se ancora c’è tanto da fare, il sentiero è tracciato e la cultura della donazione comincia a diffondersi in tutti i settori della vita sociale.

La prima domenica di ottobre, si celebra in Sicilia la XX Giornata Regionale della Donazione degli Organi, istituita, appunto, nel 1995 a seguito del gesto di civiltà compiuto dai genitori del piccolo Nicholas Green.

Nel 1996, con il patrocino del Consiglio d’Europa, è stata istituita la Giornata Europea per la Donazione “European Organ Donation Day” e, nel corso del semestre della presidenza italiana, l’11 ottobre si celebrerà a Roma la Giornata Europea per la Donazione “European Organ Donation Day”.

La Presidenza del Comitato per i Trapianti di organi, tessuti e cellule, affidata all’Italia in questo semestre considera la ricorrenza, una straordinaria opportunità per promuovere la donazione degli organi come un importante gesto civico e di solidarietà sociale, per promuovere i principi etici del Consiglio d’Europa in materia e per confermare, ancora una volta, sul piano internazionale, l’alto livello di eccellenza raggiunto dalla rete trapiantologica italiana su diversi fronti. L’iniziativa sarà un appuntamento di richiamo per tutta la cittadinanza, ma anche per la Rete Nazionale Trapianti, le Associazioni Nazionali di settore (AIDO) e i rappresentanti dei Paesi facenti parte del Comitato dei Trapianti del Consiglio d’Europa.

“Donare un organo non è togliere qualcosa a qualcuno, ma consentire ad altri di continuare a vivere” e così pure la coniugazione del verbo donare: “Io, dono, tu doni, egli dona, noi doniamo, voi donate, essi vivono” sono alcuni dei messaggi che hanno accompagnato in questi anni il cammino della donazione che trova in Nicholas e nella sua concreta testimonianza: “La mia è un dono per gli altri – My life is a grift for hoters”. Il modello da seguire e da imitare.

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