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“Interviste impossibili a fondatori e pionieri della vita consacrata”

Il nuovo volume LEV sarà presentato il 29 aprile alla Radio Vaticana, alla presenza di Lombardi, Sciortino, Vian e il card. Comastri

“Domande e Provocazioni – Interviste impossibili a fondatori e pionieri della vita consacrata”, è il curioso titolo del nuovo libro, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana, a cura di Laura De Luca e Vito Magno. La presentazione del volume si svolgerà il 29 aprile, alle 17.30, presso la Sala Marconi della Radio Vaticana.

Dopo un indirizzo di saluto di padre Federico Lombardi, direttore generale della Radio Vaticana e direttore della Sala Stampa della Santa Sede, interverranno il cardinale Angelo Comastri, presidente della Fabbrica di San Pietro, vicario generale di Sua Santità per lo Stato della Città del Vaticano, Giovanni Maria Vian, direttore de L’Osservatore Romano, don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana. I lavori saranno coordinati da don Giuseppe Costa, direttore della Libreria Editrice Vaticana. L’attrice Pamela Villoresileggerà brani delle interviste. Saranno presenti i curatori del volume.

Agostino, Benedetto da Norcia, Ildegarda di Bingen, Francesco d’Assisi, Antonio da Padova, Giovanna d’Arco, Ignazio di Loyola, Teresa d’Avila, Giovanni Bosco, Luigi Orione, Edith Stein: il libro riunisce 20 interviste “inventate” a Santi e fondatori di congregazioni religiose trasmesse da Radio Vaticana nella serie “Faccia a faccia improbabili”, più un’intervista a madre Teresa di Calcutta realizzata da Vito Magno a Roma nel luglio del 1997, due mesi prima che la religiosa morisse. “Nell’anno della vita consacrata – notano i curatori – è stata una scelta assai opportuna da parte della LEV pubblicare una selezione della serie ‘Faccia a faccia’, relativa a interviste impossibili a Santi e fondatori, per dimostrare l’attualità delle loro proposte di vita e di fede”.

L’“intervista impossibile” appartiene al genere del radioteatro, caratterizzandosi come “un ibrido tra fiction e informazione”: “prestigiosi autori si sono confrontati con personaggi del passato, immaginando di interrogarli sulla loro vita e sulle loro idee”, scrive padre Federico Lombardi nell’introduzione. “L’attenzione di tutti gli autori – prosegue padre Lombardi – è stata quella di attualizzare la proposta di vita e di fede dei loro grandi interlocutori, nel rigore delle fonti (spesso con citazioni autentiche) e nella fedeltà storica allo spirito del tempo di ciascuno di essi”.

“Domandare e cercare risposte fa parte della natura dell’uomo – osserva nella prefazione il cardinale João Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica –. Gli autori di questo libro pongono a grandi consacrati della storia della Chiesa (dalle origini ai giorni nostri) istanze del nostro tempo, immaginando le risposte che essi avrebbero potuto dare, coerentemente con il loro carisma e con il loro impegno a servizio di Dio e degli uomini. Le opere dei ventuno consacrati che prendono parola attraverso la fantasia dei loro intervistatori rispecchiano bisogni e sensibilità delle rispettive epoche storiche, e sono talmente importanti ed efficaci da resistere nei secoli e giungere fino a noi nella loro freschezza”.

Così, ad esempio, Lucetta Scaraffia incontra Ildegarda di Bingen, Franco Cardini intervista Francesco d’Assisi, don Giuseppe Costa dialoga con Giovanni Bosco, Vito Magno intervista Annibale Maria di Francia, Laura De Luca incontra Benedetto da Norcia, Giovanna d’Arco, Bernadette Soubirous, Francesca Saverio Cabrini, padre Agostino Gemelli ed Edith Stein. Le conversazioni immaginarie di questo volume “appaiono tanto più attuali quanto i voti religiosi rischiano di apparire inattuali.

Cosa più inattuale della povertà, in un’epoca di consumismo sfrenato benché segnato dai rigori della crisi economica? Cosa più inattuale della castità, in un tempo offeso da sfrenatezze e dalla pornografia dilagante? Cosa più inattuale dell’obbedienza, in un’epoca di anarchia e individualismo spregiudicato?”, domanda il cardinale de Aviz.  Nella “contrapposizione tra voti religiosi e spirito del nostro tempo – conclude il porporato – possiamo ritrovare la paradossale e urgente freschezza della testimonianza della vita consacrata”. 

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