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Indian child asks for alms - Wikipedia Commons

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India: una “fabbrica di bambini” nascosta in un ospedale

Medici convincevano donne con gravidanze indesiderate a partorire i bambini: da ognuno si ricavavano 1.300 euro. La tratta di minori è una piaga molto diffusa nel Paese

Il dato è raccapricciante: in India scompare un bambino ogni otto minuti. Lo ha stimato il National Crime Records Bureau, agenzia governativa indiana che si occupa di raccogliere e analizzare dati sul crimine. Dove vanno a finire questi piccoli svaniti è cosa tristemente nota: a ingrossare i racket delle elemosina, del lavoro minorile, del traffico di organi, della prostituzione e di altri circuiti affini assai sinistri, nonché a soddisfare l’egoista desiderio di taluni a possedere dei figli.

Un crepa, verosimilmente esigua rispetto alla vastità del fenomeno, si è venuta a creare nelle scorse ore nel Madhya Pradesh, uno Stato che si trova nel cuore del Paese asiatico. La polizia locale ha scoperto una vendita illegale di neonati presso l’ospedale Palash di Morar, nel distretto di Gwalior.

La stampa indiana parla di una vera e propria “fabbrica di bambini” costituita con la connivenza interessata del personale medico. Il mercato ruotava intorno a donne alle prese con gravidanze indesiderate, dovute a uno stupro o a relazioni illecite. Questo ospedale consentiva loro di arrivare fino al parto, poi venivano convinte a dare in adozione il neonato, che invece diventava una fonte di profitto per i medici. Il prezzo di ogni piccolo oscillava sulla cifra di 1.300 euro.

Cinque medici, tra cui il direttore sanitario, sono finiti in manette. Le accuse nei loro confronti sono gravi: acquisto o riduzione in schiavitù di una persona, commercio recidivo di schiavi, acquisto di minori a fini di prostituzione. Secondo la polizia, esisteva un filo diretto con delle agenzie che si occupavano di rintracciare ragazze con gravidanze indesiderate.

Un investigatore ha raccontato all’India Times che una volta avvenuto il parto e scaricata la madre, “le autorità dell’ospedale iniziavano la ricerca di coppie ingenue disposte a comprare il neonato”. La polizia ha finora rintracciato tre bambini, finiti nelle mani di coppie indiane, ma considerando che tra i capi d’accusa compare anche la prostituzione, ne deriva che gli acquirenti fossero non solo coppie desiderose di avere un figlio. La speranza è di trovarne degli altri, è stato infatti scoperchiato un vaso di pandora che potrebbe nascondere un traffico enorme.

Del resto la tratta di minori in India è molto diffusa. Spesso i genitori vendono i propri figli per far fronte all’indigenza. Si stima che circa la metà degli indiani viva sotto la soglia di povertà. Nella fattispecie di quanto accaduto in questo ospedale del Madhya Pradesh, il mercato era alimentato dalle gravidanze indesiderate. Spesso il contesto sociale non accetta che una donna possa partorire un bambino a seguito di uno stupro subito. Ecco allora che diventa per loro appetibile portare a termine la gravidanza in incognito e privarsi del neonato.

In ragione del fatto che in India avvengono in media quasi cento stupri al giorno (33.707 casi nel 2014, nel 38% a danno di minorenni), è possibile comprendere quanto proficuo potesse essere il mercato per quei medici aguzzini.

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