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India: cattolici pronti a celebrare “24 ore per il Signore” con il Papa

Il cardinale Gracias chiede a tutti i suoi sacerdoti di tenere aperte le chiese, il prossimo 13 marzo, “per pregare per la missione della Chiesa in India, in Asia e nel mondo”

La comunità cattolica di Mumbai risponde all’invito lanciato da papa Francesco per questa Quaresima e il prossimo 13 marzo celebrerà una “24 ore per il Signore” nella cattedrale del Santo Nome, sede dell’arcivescovo card. Oswald Gracias.

“Ho chiesto ai sacerdoti di tutta l’arcidiocesi – dichiara il porporato all’agenzia AsiaNews – di tenere aperte le chiese, per chiedere la tenera misericordia di Dio e sottolineare il bisogno della preghiera, della contemplazione dell’eucarestia, e per pregare per la missione della Chiesa in India, in Asia e in tutto il mondo”.

La giornata avrà inizio alle 19:30 (ora locale) con il sacramento della riconciliazione; alle 14 si terrà poi la Santa Messa presieduta dall’arcivescovo, a cui seguirà l’adorazione eucaristica e il sacramento della riconciliazione. Il tutto si concluderà con una Celebrazione eucaristica, alle 19.30. 

“Queste 24 ore per il Signore sono un tempo di grazia, un dono di 24 ore per riflettere e pregare, per perdonare ed essere perdonati”, scrive il porporato in una sua riflessione in vista dell’evento. “Sono momenti preziosi quelli in cui preghiamo in solidarietà per chi soffre a causa della propria fede, qui in India e nel mondo. Preghiamo per la pace in quelle zone [sofferenti] del mondo”, soggiunge.

E sottilinea che tale iniziativa significa anche “mettere in pratica il messaggio per la Quaresima di papa Francesco, che parla contro la ‘globalizzazione dell’indifferenza’. Preghiamo – esorta quindi il cardinale – affinché, mossi dalla grazia della conversione, i nostri cuori possano rispondere all’amore misericordioso di Dio che ci ha amato per primo, e con rinnovato zelo e maggiore generosità andare in aiuto dei nostri vicini bisognosi: poveri, malati, anziani, orfani, vedove, disabili, abbandonati, indigenti, quanti sono soli e quelli che vivono alle periferie della società, soffrendo di emarginazione e discriminazione”.

“Preghiamo – conclude – affinché queste 24 ore per il Signore ci diano la grazia di vincere la ‘globalizzazione dell’indifferenza’ e diventare strumenti visibili del suo amore”.

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