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Indagine su Maria (Prima parte)

Chi era, dove è nata, chi erano i suoi genitori, che cosa ha fatto, come ha vissuto, la madre di Gesù.
Fra Felice Fiasconaro, racconta la vita di Maria.

Chi era, dove è nata, chi erano i suoi genitori, che cosa ha fatto, come ha vissuto, dove e quando è deceduta, perché nei Vangeli se ne parla così poco?

E come si spiega l’enorme devozione, la popolarità, milioni di preghiere a Lei elevate ogni giorno, le invocazioni per la Sua intercessione?

Mille sono le domande sollevate su Maria, colei che ha dato al mondo Gesù.

Per cercare di saperne di più ZENIT ha intervistato Fra Felice Fiasconaro (OFMConv) docente di Ecclesiologia e Mariologia alla Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura” – Seraphicum.

Chi era Maria?

Qualsiasi discorso su Maria non può che collocarsi all’interno di una prospettiva kerigmatica e salvifica, che ha come suo centro il Cristo. E se è vero che il punto di partenza della storia della fede dei suoi discepoli è la pasqua, è vero anche che tutto quanto precede questo evento non può non avere una sua consistenza storica. È, però, con la pasqua che i discepoli riescono a capire la portata storica e salvifica di certi eventi che la precedono. Il discorso su Maria, pertanto, deve tenere presente che esso acquista la sua piena luce a partire dell’evento pasquale vissuto dai discepoli e che diventa anche criterio ermeneutico per la comprensione non solo del mistero di Cristo, ma anche di quello di Maria. Quando parliamo di Maria, quindi, non possiamo non tenere presente questo riferimento storico-salvifico, altrimenti c’è il rischio di impoverirlo non cogliendone la sua giusta dimensione. Premesso questo, ora ci è più facile dire chi era Maria, consapevoli che, comunque, la nostra parola sarà sempre inadeguata per coglierne il mistero.

Maria era una donna ebrea, con le caratteristiche culturali e antropomorfiche delle donne del suo popolo. Gli evangelisti non parlano molto di lei e quando lo fanno è sempre in relazione a Cristo. Ma dai pochi riferimenti dati si può aggiungere che ella fu una donna che sapeva accostarsi a Dio e sapeva «custodire» e «meditare» gli avvenimenti della sua vita. E fu anche sposa, del tutto particolare, se vogliamo, e madre. La sua vicenda terrena si chiuse in modo del tutto prodigioso, per alcuni ad Efeso, per altri a Gerusalemme, senza che se ne ha precisato il tempo.

 

Dove e quando è nata? 

Diciamo subito che i documenti antichi non dicono niente sul luogo e sulla data di nascita di Maria. E, però, attraverso la ricostruzione storica della data di nascita di Gesù e i costumi culturali del tempo, per cui le ragazze si sposavano subito dopo l’età della pubertà, e cioè intorno ai quindici anni, alcuni studiosi fanno risalire la data di nascita di Maria a circa l’anno 20 avanti Cristo. Altri, invece, seguendo i calcoli di Dionigi il Piccolo, la farebbe risalire a circa il 15 avanti Cristo. Mentre per il luogo, la si vorrebbe nata nella località di Bezatha, dove c’era la casa di Anna e Gioacchino, a un centinaio di metri dal tempio di Erode, all’epoca, in ricostruzione. A Nazareth, ci andò a vivere successivamente.

Chi erano i suoi genitori? 

I testi biblici canonici non ci dicono nulla. È la tradizione cristiana, che risale al II secolo, a tramandarci i nomi di Gioacchino ed Anna, quali genitori di Maria. E, precisamente, a cominciare dal Protovangelo di Giacomo, composto probabilmente verso il 140-170. 

Perché l’hanno chiamata Maria?

Non si hanno riscontri sul perché di questo nome. È certo, però, che il suo nome fu Maria. Lo troviamo nei Vangeli sinottici e negli Atti degli apostoli. Nel Vangelo di Giovanni, troviamo Maria denominata sempre come «la Madre di Gesù». La pronuncia doveva essere proprio quella di Maryam (aramaico) e non quello di di Myriam (ebraico).

E’ vero che era bellissima? 

Lo possiamo solo immaginare. E a ragione. Se lei era la «piena di grazia», con tutta la pregnanza di senso che questo termine ha nel greco di san Luca (kecharitoméne), se lei era bellissima dentro, non poteva non esserlo in tutta la persona. Non è senza motivo che la Chiesa nella «donna vestita di sole» (Ap 12,1) ci abbia visto, oltre all’immagine del popolo di Dio, proprio Maria in tutto il suo splendore. Melania Calvat, la veggente di La Salette, ci ha dato una splendida descrizione della bellezza di Maria. Gli artisti ci hanno provato, in vario modo, a rendere visibile il mondo interiore di Maria, così piena di grazia.

Come avvenne il fidanzamento con Giuseppe?

Su questo tema il Vangelo di Luca (1,26-27) ci dice: «L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe». Non sappiamo altro. O meglio, il resto lo possiamo immaginare, seguendo quelle che erano le consuetudini del tempo. Sappiamo, intanto, con certezza che, al momento dell’Annunciazione, Maria si trovava a Nazareth e che è «promessa sposa» a Giuseppe, un discendente dell’antica famiglia davidica. Maria, quindi, aveva l’età del fidanzamento e, pertanto, secondo l’uso degli ebrei, non più di quattordici anni. In quel tempo, il fidanzamento avveniva attraverso la visita del padre del giovane, o dello stesso giovane, ai genitori della ragazza, durante la quale si proponeva una dote, che, se accettata, il fidanzamento diventava in atto e comportava già legami giuridici, analoghi a quelli del matrimonio. Si andava ad abitare, come sposa, presso lo sposo anche parecchi mesi dopo. Maria, quindi, era «promessa sposa», con gli effetti giuridici del matrimonio. È questo il motivo per cui il concepimento di Maria non ha avuto niente di intempestivo. Secondo la legge, infatti, il fidanzato copriva già l’onore della sua futura sposa.

In che modo ricevette l’annuncio che sarebbe diventata Madre del Salvatore, ed in che modo riuscì a comunicare a Giuseppe l’evento miracoloso?

Dell’annuncio che Maria sarebbe diventata Madre del Salvatore ce ne parla Luca, in uno dei passi più noti e più studiati del suo Vangelo (Lc 1,26-38). Lasciando da parte la questione del genere letterario utilizzato da Luca per questo suo racconto, perché, qualunque possa scegliersi fra i tanti proposti, è chiaro che il brano deve essere letto in chiave storico-salvifico e segna, per l’Evangelista, l’inaugurazione dei tempi definitivi, conclusi quelli della preparazione veterotestamentaria con l’annuncio a Zaccaria. Nell’Antico Testamento si danno altre nascite prodigiose, ma qui, con l’annuncio dell’angelo Gabriele, che si fa mediatore del progetto di Dio su Maria, Luca vuole certamente mettere in risalto alcune cose di eccezionale importanza, come la gratuità del dono della salvezza, la scelta paradossale dell’umile e della vergine, l’inserimento di questa giovane donna nel piano della salvezza con una missione singolare per opera dello Spirito Santo,  il favore singolare da parte di Dio che la trasforma interiormente, per cui è la «piena di grazia», il «sì» nella fede in Lui.

Come e quando Giuseppe venne a conoscenza del concepimento di Maria, non lo sappiamo. Non sappiamo, cioè, se ne venne a conoscenza prima dell’annuncio dell’angelo, di cui ci racconta Matteo, o solo in quel momento. L’unica cosa sicura era che Giuseppe, per quel concepimento, ne stava vivendo il dramma, fino al punto che aveva deciso «di licenziarla in segreto». Tra questa sua decisione e il metterla in atto, si introduce la voce di un «angelo del Signore» che viene a rassicurarlo: «Non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo» (Mt 1,20). E Giuseppe, «che era giusto», come annota l’Evangelista, seppe trovare la risposta più adatta al piano di Dio.

La seconda parte dell’intervista verrà pubblicata domani 27 maggio.

About Antonio Gaspari

Cascia (PG) Italia Studi universitari a Torino facoltà di Scienze Politiche. Nel 1998 Premio della Fondazione Vittoria Quarenghi con la motivazione di «Aver contribuito alla diffusione della cultura della vita». Il 16 novembre del 2006 ho ricevuto il premio internazionale “Padre Pio di Pietrelcina” per la “Indiscutibile professionalità e per la capacità discreta di fare cultura”. Il Messaggero, Il Foglio, Avvenire, Il Giornale del Popolo (Lugano), La Razon, Rai tre, Rai due, Tempi, Il Timone, Inside the Vatican, Si alla Vita, XXI Secolo Scienza e Tecnologia, Mondo e Missione, Sacerdos, Greenwatchnews. 1991 «L'imbroglio ecologico- non ci sono limiti allo sviluppo» (edizioni Vita Nuova) . 1992  «Il Buco d'ozono catastrofe o speculazione?» (edizioni Vita Nuova). 1993 «Il lato oscuro del movimento animalista» (edizioni Vita Nuova). 1998 «Los Judios, Pio XII Y la leyenda Negra» Pubblicato da Planeta in Spagna. 1999 «Nascosti in convento» (Ancora 1999). 1999 insieme a Roberto Irsuti il volume: «Troppo caldo o troppo freddo? - la favola del riscaldamento del pianeta» (21mo Secolo). 2000 “Da Malthus al razzismo verde. La vera storia del movimento per il controllo delle nascite” (21mo Secolo, Roma 2000). 2001 «Gli ebrei salvati da Pio XII» (Logos Press). 2002 ho pubblicato tre saggi nei volumi «Global Report- lo stato del pianeta tra preoccupazione etiche e miti ambientalisti» (21mo Secolo, Roma 2002). 2002 ho pubblicato un saggio nel nel Working Paper n.78 del Centro di Metodologia delle scienze sociali della LUISS (Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli di Roma) «Scienza e leggenda, l’informazione scientifica snobbata dai media». 2003 insieme a VittorFranco Pisano il volume “Da Seattle all’ecoterrorismo” (21mo Secolo, Roma 2003). 2004 ho pubblicato insieme a Riccardo Cascioli “Le Bugie degli Ambientalisti” (Edizioni Piemme). 2004 coautore con del libro  “Emergenza demografia. Troppi? Pochi? O mal distribuiti?” (Rubbettino editore). 2004 coautore con altri del libro “Biotecnologie, i vantaggi per la salute e per l’ambiente” ((21mo Secolo, Roma 2004). 2006 insieme a Riccardo Cascioli “Le Bugie degli Ambientalisti 2” (Edizioni Piemme). 2008 insieme a Riccardo Cascioli il libro “Che tempo farà… Falsi allarmismi e menzogne sul clima (Piemme). 2008, è stata pubblicata l’edizione giapponese de “Le bugie degli ambientalisti” edizioni Yosensha. 2009. insieme a Riccardo Cascioli “I padroni del Pianeta – le bugie degli ambientalisti su incremento demografico, sviluppo globale e risorse disponibili” (Piemme). 2010 insieme a Riccardo Cascioli, è stato pubblicato il volume “2012. Catastrofismo e fine dei tempi” (Piemme). 2011 Questo volume è stato pubblicato anche in Polonia con l’imprimatur della Curia Metropolitana di Cracovia per le e3dizioni WYDAWNICTTWO SW. Stanislawa BM.

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