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In Siria la “più grande emergenza della nostra era”

L’Onu denuncia la cifra record di 3 milioni di profughi a causa del conflitto. Intanto prosegue l’avanzata islamista: presi in ostaggio caschi blu e militari dell’esercito siriano

Aumenta il numero di siriani che, a causa del conflitto che perdura ormai da oltre tre anni, perdono la propria casa e si trovano in condizione di rifugiati. La denuncia giunge dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr), che in un comunicato scrive: “La crisi dei rifugiati siriani peggiora, raggiungendo la cifra record di tre milioni di persone” sfollate. La cifra include le centinaia di migliaia di altri siriani in fuga dal Paese ma non registrati come profughi. Nell’ultimo anno i rifugiati siriani sono aumentati di un milione, a causa delle “condizioni sempre più spaventose all’interno del Paese”.

Oltre ai rifugiati, le violenze hanno prodotto anche 6,5 milioni di sfollati: ciò significa che quasi il 50% dell’intera popolazione siriana è stata costretta a lasciare la sua casa, secondo l’Unhcr. Un siriano su otto è fuggito oltre confine. La stragrande maggioranza è giunto in Libano, Giordania e Turchia. Più della metà sono minorenni.

“La crisi siriana è diventata la più grande emergenza umanitaria della nostra era, eppure il mondo non riesce a soddisfare le esigenze dei rifugiati e dei Paesi che li ospitano,” ha commentato Antonio Guterres, l’Alto commissario delle Nazioni unite per i rifugiati. “La risposta alla crisi è stata generosa, ma l’amara verità è che di gran lunga inferiore di ciò che è necessario”, ha concluso Guterres.

Le notizie che giungono dalle alture del Golan, intanto, non fanno che accrescere la preoccupazione. Gli islamisti hanno infatti preso in ostaggio 43 caschi blu dell’Onu nei pressi di Al Qunaytirah. Vicenda confermata dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon. I soldati sarebbero di nazionalità filippina, ma le Nazioni Unite non hanno confermato questo particolare.

Oltre ai caschi blu, nelle scorse ore sono stati presi in ostaggio anche un gruppo di soldati dell’esercito siriano. Sono stati gli stessi jihadisti dell’Isis a diffondere le immagini di questi militari spogliati dei loro abiti e costretti a marciare in fila in una zona desertica non meglio identificata. Le didascalie affermano che si tratta di “membri e ufficiali dell’esercito alawita”, in riferimento alle forze fedeli al presidente Bashar al Assad, membro della comunità alawita, branca dello sciismo.

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