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“In Siria, desideriamo un Natale di gioia”

In un messaggio l’arcivescovo greco melkita di Aleppo, mons. Jean-Clement Jeanbart, racconta le sofferenze e le speranze dei fedeli cristiani in vista del Natale

“Anche noi desideriamo vivere un Natale di gioia e di consolazione seppur in mezzo a questa guerra ignobile che ci schiaccia ormai da quasi quattro anni. Molte madri piangono i loro figli, i loro coniugi dispersi o morti. Molte famiglie sono nel bisogno, soffrono la fame e il freddo, le bombe hanno distrutto le loro case, hanno annientato i loro mezzi di sussistenza”.

È uno dei passaggi più forti del messaggio di Natale inviato all’agenzia Sir da mons. Jean-Clement Jeanbart, arcivescovo greco melkita di Aleppo, la capitale siriana martoriata da oltre tre anni dallo scontro tra le forze fedeli al presidente Assad e quelle ribelli, tra cui anche i miliziani dello Stato Islamico (Is).

I cristiani di Aleppo – scrive l’arcivescovo – sono confortate dalle notizie “che vengono dall’Occidente e relative a Paesi che, incoraggiati da Papa Francesco, si stanno impegnando per trovare una soluzione negoziata alla guerra in corso”. “Giungono echi di colloqui piuttosto positivi e distensivi. Speriamo che il nuovo anno sia segnato dalla riconciliazione e dalla concordia”, scrive mons. Jeanbart.  

Sottolinea poi gli sforzi compiuti per dare sostegno alle famiglie in difficoltà che – dice – proseguirà anche in futuro “grazie alla generosità di tanti”. Continuerà quindi l’assistenza alimentare, sanitaria e finanziaria per tutti coloro che sono rimasti senza lavoro, per i nuclei familiari poveri, tutto per “dare conforto ai fedeli, rassicurarli così che possano restare in città”.

Inoltre, annuncia il vescovo, “abbiamo deciso quest’anno di approvvigionare con gasolio da riscaldamento oltre mille famiglie, un aiuto essenziale ad Aleppo, dove l’inverno è freddo”.

In mezzo alle tante difficoltà e sofferenze, tuttavia, questo sarà un Natale di festa: “Il Natale è la festa della speranza e dell’accoglienza – si legge nel messaggio – per questo nelle chiese verranno organizzate feste e spettacoli soprattutto per i bambini. Soffriamo molto per tutto ciò che accade, tuttavia – conclude l’arcivescovo – aspettiamo con ansia e speranza che il Signore ci porti in dono la pace”.

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