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In ricordo di padre Battista Mondin

Il missionario saveriano, professore emerito della Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Urbaniana, è scomparso il 29 gennaio scorso

La sera del 29 gennaio, è morto a Parma padre Battista Mondin. Nato a Monte di Malo (Vicenza) il 29 luglio 1926, ordinato sacerdote il 29 marzo 1952, dopo aver conseguito il dottorato all’università di Harvard e dopo un periodo di insegnamento presso l’Università Cattolica di Milano, ha svolto una  pluridecennale attività di docenza presso la Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Urbaniana, dove ha rivestito anche il ruolo di decano e vicerettore per molti mandati.

Il ruolo accademico presso l’Urbaniana, che è l’Università della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, gli ha consentito di svolgere la propria vocazione di Missionario Saveriano proprio insegnando e scrivendo.

Autore di innumerevoli testi, ha lasciato contributi considerevoli negli studi del pensiero di San Tommaso e nella impostazione della filosofia della cultura, che riteneva la parte più innovativa del suo pensiero. Ha scritto numerosi manuali di filosofia (antropologia, metafisica, cosmologia…) ed  anche testi di teologia e storia della Chiesa.

E’ stato ideatore e socio fondatore della SITA – Società Internazionale Tommaso d’Aquino, insieme, tra gli altri, a padre Abelardo Lobato, attivissimo domenicano, morto in Spagna tre anni fa, e al card. Wojtyla, con il quale rimarrà in rapporti di collaborazione e stima anche quando diventerà Papa Giovanni Paolo II.

P.. Mondin è stato presidente della ADIF – Associazione Docenti Italiani di Filosofia.

Era famoso anche per i suoi pellegrinaggi in bicicletta ed  per le sue scalate. Quando raccontava del suo viaggio in Kenya, presso la missione dove viveva una sorella suora, ricordava anche con grande passione la scalata del monte.

Ho avuto l’onore di  conoscerlo molto bene, partecipando  insieme a lui ad un Congresso in Messico, dedicato a Ismael Quiles, pensatore gesuita peraltro recentemente citato da papa Francesco nella Evangelii Gaudium. Allora era il 1998 ed era appena uscita la Enciclica Fides et Ratio: quel documento lo faceva gioire in modo speciale, avendo egli dedicato tutta la propria vita all’armonia tra ragione e fede. Era un uomo molto colto, conscio delle proprie capacità, ma anche un religioso molto semplice, un sacerdote disponibile e accogliente, capace di condividere e comunicare. 

Sono entrata ad insegnare nella Facoltà di Filosofia dell’Urbaniana quando lui ne stava uscendo, ed ho assistito con grande commozione alla giornata in suo onore che il decano mons. Guido Mazzotta gli dedicò, consegnandoli una onorificenza pontificia che gradì moltissimo.

In Dio: chi è? Elementi di teologia filosofica p. Mondin scriveva: «Studiare Dio non è un passatempo o un lusso ma è una necessità vitale, perché soltanto attraverso tale studio noi possiamo raggiungere anche la comprensione di noi stessi, del significato e della importanza della nostra vita. Soltanto con Dio ed in Dio l’uomo può sperare di realizzare se stesso. Lo studio e la conoscenza di Dio sono i tizzoni ardenti che (insieme alla adorazione e alla preghiera) alimentano la fiamma della nostra speranza».

L’ho visto per l’ultima volta nel 2009, in occasione del Congresso per il XXX anniversario della SITA. In quanto socio fondatore ricevette una targa consegnata da Sua Ecc.za Jean-Luis Bruguès, allora segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica; l’arrivo un po’ inaspettato (fino all’ultimo non ne avemmo certezza) di p. Mondin nell’Aula Minor dell’Angelicum fu accolto da un lunghissimo applauso.

Nel Dizionario Enciclopedico del pensiero di San Tommaso d’Aquino, redatto da Mondin grazie alla monumentale opera di schedatura delle opere di Tommaso fatta soprattutto negli anni ‘60, dizionario voluto nel 1991 da p. Vincenzo Benetollo, allora a capo delle Edizioni Studio Domenicano e poi Presidente della SITA (tuttora in carica), alla voce “Morte” p. Mondin scrive: «Di per sé la morte, per quanto odiosa e dolorosa, non è un evento innaturale, ma è una conseguenza naturale della costituzione psico-fisica dell’essere umano. […] Gesù Cristo con la sua Risurrezione non ha trionfato solamente sulla sua morte, ma ha fornito anche una sicura garanzia e una meravigliosa anticipazione di quella vittoria che ci sarà concesso conseguire tutti alla fine dei tempi».

In una intervista del 2012, forse uno dei suoi ultimi interventi pubblici, riportata nel sito dei Missionari Saveriani, p. Mondin affermava: «Il mio ultimo libro ha per titolo, “La Trinità mistero d’amore”, ed è stato ristampato per la seconda edizione. Di tutti i libri che ho scritto (più di un centinaio), questo è il più bello e il più originale. Lo considero anche il mio “capolavoro”. Il mistero della Trinità è un mistero d’Amore, il quale si realizza e si esprime nelle Tre Persone Divine: Padre, Figlio e Spirito Santo. Questa è l’idea basilare del libro, l’idea che mi ha ispirato: l’Amore totale; l’Amore, nel senso forte del termine, è veramente tutto!»

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