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March for Life in Washington DC

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In marcia, in Argentina, per il diritto alla vita

Proteste a Buenos Aires e in altre città argentine per le modifiche apportate al disegno di legge sull’aborto che, secondo i vescovi, porterebbe al legalizzare la pratica

Cartelloni con scritte “Dico sì alla vita”, “La vita è sacra” e “La donna incinta ha bisogno di sostegno, non di un aborto”, campeggiavano ieri nelle strade di Buenos Aires e di numerose altre città dell’Argentina. In tutto il paese si sono svolte infatti diverse manifestazioni per il diritto alla vita, in protesta per le modifiche apportate al disegno di legge sull’aborto che, secondo i vescovi, può portare alla legalizzazione della pratica.

La marcia – che, riferisce Fides, in alcune province ha ricevuto il sostegno esplicito delle Conferenze Episcopali – aveva l’obiettivo di chiedere ai legislatori “il rispetto del diritto alla vita, dal concepimento alla morte naturale, e del matrimonio come unione tra un uomo e una donna”.

Secondo il Comitato esecutivo della Conferenza Episcopale argentina, il nuovo “Protocollo per la cura globale delle persone con il diritto all’aborto legale” del Ministero della Salute “prevede una modifica sostanziale rispetto al testo precedente, di eliminare cioè il concetto di aborti non punibili sostituendolo con ‘diritto all’aborto legale’. Questa terminologia elude la realtà giuridica secondo cui non esiste nel nostro Paese un ‘aborto legale’ né un ‘diritto all’aborto’”.

​I presuli sottolineano inoltre che in un’epoca come quella attuale, in cui si enfatizza il rispetto della natura e della vita in tutte le sue dimensioni, il governo stesso in questo modo viola deliberatamente “la vita umana più vulnerabile e i diritti umani fondamentali”. Le autorità nazionali, pertanto, “obbligano a spingere per l’aborto”, invece di proporre iniziative per “salvare la vita della madre e del bambino e di cercare le opzioni veramente terapeutiche e alternative”.

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