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Il vento dello Spirito

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio — Gv 3,7-15

Lettura

La nascita dall’alto è l’invito-rivelazione che Gesù affida al suo interlocutore notturno. È così difficile pensare a un cambiamento radicale, ancor più arduo attuarlo. Inserito nel tempo pasquale, il Vangelo di Nicodèmo è l’esortazione ad entrare nella novità assoluta che consiste nella risurrezione di Gesù dai morti.

Meditazione

In questa notte stellata di Galilea freme tutto il firmamento alle parole sussurrate da Gesù, c’è un respiro cosmico da cogliere e in cui inserire le parole del Maestro. Come è possibile rinascere? Si può tornare nel grembo della madre? Come può accadere questo? Sono tante le domande che il messaggio di Gesù suscita nel catecumeno che è iniziato ai misteri della fede. Nella sua umanità il credente sente ostilità per ogni mutamento e rischia di entrare nell’angoscia quando non si tratti di aggiustamenti epidermici, ma di un radicale cambio di prospettiva. Siamo così abituati ai cambiamenti che sono solo di facciata, come affermava il protagonista del Gattopardo, che rischiamo di restare muti dinanzi alla Pasqua che stiamo celebrando, dove la morte non è più morte e dove la vita è data in abbondanza e non col contagocce, come siamo abituati a pensare. Dinanzi alla ristrettezza della mente e del cuore di Nicodèmo, Gesù ha un attimo di esitazione, ma ecco, come accade a volte a un predicatore, gli viene in soccorso un particolare: il vento. Un vento leggero agita la tenda dove i due si incontrano e la gonfia come grembo di donna incinta. Ecco, Nicodèmo, ciò che a te sembra impossibile Dio lo fa, basta che tu ti lasci andare sulle ali del vento rinunciando alle tue resistenze intellettuali. Siamo figli del vento dello Spirito che ingravida i nostri cuori sterili e ottusi. Chi è nato dallo Spirito è libero da scorze e forme che vengono abbandonate con facilità ad ogni primavera.

Preghiera

Confesso, Gesù, le mie resistenze e le mie ristrettezze mentali. Porta via tu, con un solo colpo di vento, il peccato che m’invecchia e rischia di far morire in me il bambino che è stato generato in questa Pasqua.

Agire

Troverò stasera un angolo buio da cui contemplare le stelle di primavera e mi fermerò un quarto d’ora a sillabare qualche espressione di questo Vangelo della notte.

Meditazione a cura di mons. Arturo Aiello, vescovo di Teano-Calvi, tratta dal mensile “Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti info@edizioniart.it

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