Dona Adesso

Il Vangelo della pace

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio — Gv 14,27-31

 

Lettura

Il capitolo 14 del Vangelo secondo Giovanni si apre e si chiude, a mo’ di inclusione, con le stesse parole di Gesù: «Non sia turbato il vostro cuore» (Gv 14,1.27). L’imperativo del non turbamento è racchiuso fra il dono della pace di Gesù ai discepoli e l’amore come condizione della gioia: «Se mi amaste vi rallegrereste…» (Gv 14,28). Quasi un testamento! Gesù, prima della sua Ascensione, consegna ai discepoli il dono della pace e dell’amore per vincere ogni turbamento e aprire il cuore alla gioia nella fede.

Meditazione

All’inizio del capitolo 14 del Quarto Vangelo, Gesù ci ha rivelato che la sua e nostra casa è nel cuore del Padre. La sua morte e la sua risurrezione sono proprio il ritorno nella “casa del Padre”. Per questo dinanzi alla sua e nostra morte è come se Gesù ci dicesse: “State sereni, si torna a casa!”. Perché morendo Gesù vive, partendo ritorna, allontanandosi rimane con noi per sempre. Lui abita nel cuore di chi ama e nel suo amore ci fa stare a casa insieme. «Vi lascio la pace, vi do la mia pace»: la pace è un dono di Dio, ma richiede la conversione sincera e l’esercizio della giustizia nella verità. Dio «annunzia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli, per chi ritorna a lui con tutto il cuore… Misericordia e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno» (Sal 85,9-12). La pace esprime la grazia che Dio in Cristo Gesù elargisce ai credenti. Alla nascita del Salvatore gli angeli annunciano la pace, perché sugli uomini è riversata l’abbondanza dell’amore gratuito e misericordioso di Dio (cfr. Lc 2,14). E dopo la Pasqua, il Salvatore stesso è annunziato in tutto il mondo come Vangelo della pace (cfr. At 10,36). Questo Vangelo è il lieto annuncio di una relazione nuova tra il cielo e la terra: con la venuta del Principe della pace (Is 9,5; cfr. Zc 9,10), la pace in cielo è diventata pace in terra. Ma una pace che non fosse vita nuova realmente donata e ricchezza personale realmente vissuta, non sarebbe degna del Vangelo che è Cristo Gesù. La pace è lo stato di un’umanità a cui Dio stesso ha concesso, in Cristo Gesù, di non essere più da Lui separata. La pace è lo stato di credenti introdotti per la grazia di Cristo in un vero rapporto filiale con Dio e che sono, pertanto, in comunione di vita e d’amore con il Padre e con il Figlio suo Gesù Cristo (cfr. 1Gv 1,3).

Preghiera

Signore Gesù, parlami ancora del Padre tuo e mio perché anche oggi possa sentirmi figlio amato, chiamato ad amare come ami tu. Fa’ che il mio cuore sempre a te ritorni, perché solo d’amore la mia anima sia colma. E vincendo ogni turbamento, la tua pace viva in me. Amen.

Agire

Oggi mi sforzerò di custodire il mio cuore nella pace, cercando di essere irradiazione di pace ovunque sarò.

Meditazione a cura di mons. Mario Russotto, vescovo di Caltanissetta, tratta dal mensile “Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti info@edizioniart.it

About Redazione

Share this Entry

Sostieni ZENIT

Se questo articolo ti è piaciuto puoi aiutare ZENIT a crescere con una donazione