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Il tradimento e l’amicizia!

L’amico è colui che è chiamato a condividere la vita

Il cuore malvagio convive con il tradimento. Ma attenzione! Quando si può parlare di vero tradimento? Ognuno spesso indica il traditore in chi spezza una certa relazione o una determinata intesa. Parlare di tradimento significa anzitutto che i soggetti interessati, prima di ogni cosa, siano effettivamente in sintonia e abbiano concordato, in tutta sincerità, di portare  avanti un impegno comune. Se però un componente di un gruppo o di una coppia di amici utilizzasse l’altro per soli fini privati, pur mantenendo in apparenza un aspetto di piena collaborazione, di sicuro non potrebbe sentirsi tradito se, smascherato, venisse abbandonato. Una cosa è certa il tradimento non viene mai da lontano. Chi non ci è vicino non conosce alcunché di noi ed ignora il nostro quotidiano; non sa di ogni cosa che ruota attorno alla realtà personale. Per noi credenti il tradimento è sempre di colui che condivide lo stesso ministero, la stessa vita, lo stesso convito, la stessa Eucaristia. Leggo in una lettera pastorale: È stato tradito Cristo Signore, potrà essere tradito ogni suo discepolo dagli stessi discepoli del Signore. La somma prudenza è d’obbligo”. Gesù viene tradito proprio dall’amico a cui parlava con il cuore e lo informava, assieme agli altri discepoli, di ogni cosa. Il Figlio dell’Uomo una cosa sola ha tenuto nascosta a Giuda: la casa scelta per la celebrazione della Pasqua con i suoi discepoli. In questo caso usò la più alta prudenza, a motivo dell’Eucaristia che avrebbe celebrato e del Sacerdozio perpetuo che avrebbe istituito. Giuda consegnandolo così ai suoi giustizieri, non sarebbe stato capace di ostacolare uno dei momenti più sacri e universali dell’opera terrena di Cristo, che rimarrà alla base della sua Chiesa, nel mondo, per l’eternità.

Gesù quindi, in una santissima notte, nasconde a Giuda per la prima volta il suo cuore. Decide perciò di non mettere a rischio i due doni più grandi lasciati all’umanità intera. Da dove ha origine questa improvvisa prudenza del Messia e da dove dovrebbe  venire la nostra prudenza, per non sbagliare durante i nostri continui rapporti?  Mons. Costantino Di Bruno, risponde così? “ Questa somma prudenza a Gesù viene dalla lettura del cuore di Giuda. A noi deve venire sempre dallo Spirito Santo, posto da Gesù accanto a noi perché ci guidi a tutta la verità, a tutta la verità divina ed anche umana, a tutta la verità del Cielo, ma anche della terra, della storia. Senza questa conduzione non possiamo compiere bene le opere di Dio. La comunione dello Spirito Santo dovrà essere perfetta, santa”. Le sacre scritture, dopo aver istituito l’Eucarestia e il Sacerdozio, possono ormai essere compiute! Leggo in Giovanni: “…..Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto, ma deve compiersi la Scrittura: Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io Sono…”. Il tradimento rimanda sempre al vero significato di amicizia. A parole siamo tutti amici! È in realtà difficile esserlo e i nostri numerosi conoscenti, ma anche le persone, con le quali ci frequentiamo spesso, non possono facilmente essere annoverate tra le effettive amicizie.

Per capire l’importanza di tutto questo bisogna guardare a Gesù. Altri riferimenti possono ammaliare, ma non portano alla verità necessaria. La storia ne è testimone, basta guardarsi attorno a sé o analizzare gli avvenimenti più importanti della quotidianità. Gesù ad esempio eleva i suoi discepoli alla dignità di amici veri e non a servi, pur se mantenuti come era costume. Nella sacra scrittura l’amico è colui che conosce i segreti del cuore e a cui si manifesta per primo ogni cosa. Dal vero amico si accettano consigli e suggerimenti. L’amico è colui che è chiamato a condividere la vita. L’amicizia è infatti vera condivisione esistenziale, partecipando a tutto ciò che in essa avviene. Si comprende che il termine è spesso abusato e quindi spesso le delusioni aumentano, proprio perché diventa difficile entrare nella grandezza del significato cristiano di tale sentimento umano. Oggi che la società viaggia a velocità sostenuta sulle apparenze, ma anche su i binari di un nuovo utilitarismo sfrenato e di un edonismo scintillante, come costruire la bellezza di due vite parallele o separate, in una sola vita? Come unire due cuori o molti cuori in uno soltanto e quindi in un’unica mente, una sola volontà, una sola missione, una sola opera? Ovunque c’è dualità non c’è amicizia! Si legge in Giovanni: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici…”. Le relazioni degli uomini possono essere di certo tante e con mille sfaccettature, ma faticano, specie se si contano solo su Facebook, a trasformarsi in una autentica amicizia! Solo sulla strada che porta a Cristo, nella prudenza, essa può nascere, alimentarsi e fruttificare per sé, per gli altri e per un mondo migliore. Oggi, mentre Papa Francesco è pellegrino di pace nei luoghi in cui nacque e visse Gesù, preghiamo assieme per una effettiva vicinanza fraterna tra musulmani, ebrei e cristiani  e per una vera e solida amicizia tra i popoli.

Chi volesse contattare l’autore può scrivere al seguente indirizzo email:  egidio.chiarella@libero.it. Per ulteriori informazioni: www.egidiochiarella.it. Per ordinare l’ultimo libro di Egidio Chiarella si può cliccare qui

About Egidio Chiarella

Egidio Chiarella, pubblicista-giornalista, ha fatto parte dell'Ufficio Legislativo e rapporti con il Parlamento del Ministero dell'Istruzione, a Roma. E’ stato docente di ruolo di Lettere presso vari istituti secondari di I e II grado a Lamezia Terme (Calabria). Dal 1999 al 2010 è stato anche Consigliere della Regione Calabria. Ha conseguito la laurea in Materie Letterarie con una tesi sulla Storia delle Tradizioni popolari presso l’Università degli Studi di Messina (Sicilia). E’ autore del romanzo "La nuova primavera dei giovani" e del saggio “Sui Sentieri del vecchio Gesù”, nato su ZENIT e base ideale per incontri e dibattiti in ambienti laici e religiosi. L'ultimo suo lavoro editoriale si intitola "Luci di verità In rete" Editrice Tau - Analisi di tweet sapienziali del teologo mons. Costantino Di Bruno. Conduce su Tele Padre Pio la rubrica culturale - religiosa "Troppa terra e poco cielo".

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