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Il poeta come testimone di se stesso

Nell’opera in versi di Isaías Rodríguez il fascino della letteratura latino-americana insieme a un messaggio di speranza e di amore

È noto l’amore dei lettori italiani per la letteratura latino-americana, alimentato dal mito di grandi personaggi, come Gabriel García Márquez e Pablo Neruda, che hanno lasciato un segno profondo nell’immaginario artistico del ‘900. Costituisce dunque motivo di particolare interesse conoscere l’opera di un importante autore venezuelano, attivo da molti anni sul fronte della poesia, ma che soltanto oggi viene pubblicato in lingua italiana. Stiamo parlando di Isaías Rodríguez, autore di Amare ad arte, antologia poetica bilingue (testo originale con traduzione italiana a fronte) pubblicata dalle Edizioni Nemapress.

La presentazione del libro si è svolta a Roma il 10 novembre, presso la sede della Casa delle Letterature, situata nel complesso borrominiano dell’Oratorio dei Filippini in Piazza dell’Orologio.

Prestigioso il parterre dei relatori: Neria Di Giovanni, saggista, editore e critico letterario; Pierfranco Bruni, vicepresidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani (presente con una applaudita riflessione critica, benché impossibilitato a partecipare per gravi motivi personali); Monica Stravino, docente di letteratura spagnola e poeta; Marcela Filippi Plaza, curatrice e traduttrice letteraria; Antonio Mendoza, critico e poeta, curatore del volume nonché traduttore dei testi in italiano.

“Isaías Rodríguez – ha spiegato Neria Di Giovanni nel suo intervento d’apertura – è un poeta di lungo corso; Amare ad arte è infatti una raccolta antologica di opere poetiche che vanno dal 1970 al 2014. Siamo lieti farlo conoscere al pubblico italiano perché, nel nostro paese, c’è molto interesse per la poesia, purché si tratti di una poesia densa di vitalità creativa, capace di parlare al cuore della gente. E la vitalità dell’opera di Isaías Rodríguez viene restituita appieno dalla traduzione di Antonio Mendoza, che ha selezionato un repertorio appartenente ad un lungo arco creativo, collocandolo nel contesto della sua temperie culturale”.

Neria Di Giovanni ha dato quindi lettura della riflessione critica di Pierfranco Bruni. “Isaías Rodríguez – scrive Bruni – è un vero poeta. Un poeta che cesella la parola grazie a due precise connotazioni: la percezione e la intuizione. Un linguaggio che, a volte, forte della sua lezione sudamericana, ha i contorni di un barocco in cui il segno è la manifestazione della vita e dell’amore, nel ricamo di una interiorità onirica nella quale la memoria e la storia si incontrano. Ma è l’amore che vince sempre. L’amore come incipit. L’amore come appendice. L’amore come definitivo destino. In questo solco mi sono trovato fortemente coinvolto tra i ‘paragrafi’ e i ‘capitoli’ poetici di Isaías Rodríguez” (il testo completo è leggibile sul sito: www.portaleletterario.net).

È stata quindi la volta di Monica Stravino, che ha definito l’opera di Rodríguez “una poesia dal taglio unico e inconfondibile”; una poesia che “rotola come una pietra” (riferendosi ad un componimento dove la “pietra” viene presa a cifra stilistica di uno stato d’animo); una poesia che offre grandi stimoli evocativi, nella quale è presente un magma di sentimenti opposti, ma che si conclude con un messaggio di speranza e di amore.

“La poesia è un modo di vivere la vita”, ha detto Marcela Filippi Plaza, studiosa cilena assai attiva nell’ambito della traduzione letteraria, curatrice, tra l’altro, di Buena letra, un’antologia di autori in lingua spagnola tradotti per la prima volta in italiano (2014, Comisso Editore). “La poesia è come una fiamma, non è poeta chi scrive ma chi sente dentro questa fiamma. Il poeta è testimone di se stesso”, ha spiegato la Filippi Plaza, riferendosi all’opera di Isaías Rodríguez: “come affermava Benedetto Croce, la poesia non si attua senza lotta dello spirito contro se stesso…”.

Antonio Mendoza ha poi spiegato le logiche che l’hanno guidato nella traduzione italiana delle poesie di Rodríguez. Le poesie in rima hanno richiesto una traduzione molto precisa, mirata a riprodurre il senso di ogni singola parola, mentre le poesie in verso libero hanno consentito una maggiore indipendenza interpretativa. Sono state di grande aiuto la sintonia fra il traduttore e il poeta, e la sonorità della lingua italiana, molto somigliante allo spagnolo. “È stata per me un’esperienza di notevole arricchimento”, ha concluso Mendoza, che ha aggiunto: “Lo stupore è l’elemento principale della poesia, la realtà materiale viene da noi percepita ad un basso livello emozionale, mentre la poesia ci permette di percepire il senso alto della bellezza e di restarne stupiti”.

Tutti i relatori hanno voluto interpretare una o più poesie tratte dal libro, ed anche l’autore non si è sottratto a questa forma di confronto con il numeroso pubblico presente in sala. Isaías Rodríguez (il cui nome completo è Julian Isaías Rodríguez Díaz) è uomo delle istituzioni, ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela presso la Repubblica Italiana, ma ha simpaticamente rinunciato ad ogni formalismo per offrire un affascinante saggio interpretativo della poesia in lingua spagnola. La sua lettura, emozionante ed emozionata, ha comunicato intensamente la capacità della poesia di esprimersi per ritmi e per suoni, e di risultare quindi godibile nella versione originale, anche laddove l’ascoltatore non sia in grado di comprendere il significato letterale delle parole.

L’evento è stato inoltre costellato di piacevoli intermezzi, che hanno dato il senso di un incontro tra amici, animati da una medesima passione per la poesia. Tra questi: un omaggio a Isaías Rodríguez da parte del poeta e scultore Giuseppe Rossi, che ha voluto dedicare all’ambasciatore un suo componimento poetico; un “battesimo del libro”, irrorato con una simbolica pioggia di foglie autunnali per rappresentare le parole che ritornano alla natura, ed una brillante esibizione alla chitarra del maestro George Mustang.

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