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Pixabay CC0 - pedroivo, Public Domain

Il paradosso dell’Amore

Vivendo il Vangelo il cristiano intraprende una nuova vita: non fa nessun affidamento su di sé, non si ferma né sui propri peccati né sui propri presunti meriti

Bella la lettera di Francesco, perché mi confida la sua anima e mi invita a cercare sempre l’unione con Gesù. Facendo leva sulle parole di Chiara, mi rivela che il modo per arrivarvi è paradossalmente uno solo e inatteso: i nostri peccati.

“Amici miei – scrive Chiara – per parlarvi dell’unione con Gesù, vorrei avervi qui accanto a me, perché vorrei vedere e sentire nella vostra anima quanto vanno profonde queste parole.

Per unirci a Gesù c’è un solo mezzo: offrirgli in dono, come unico dono, non le proprie virtù, ma i nostri peccati.

E credere che Gesù è attirato a noi soltanto dall’esposizione umile, confidente ed amorosa dei nostri peccati.

Noi, per noi, null’altro abbiamo e facciamo che miserie.

Lui, per Lui, a riguardo nostro, non ha che una sola qualità: la Misericordia.”

E’ chiaro che il cristiano vivendo il Vangelo intraprende una nuova vita: non fa nessun affidamento su di sé, non si ferma né sui propri peccati né sui propri presunti meriti.

Nessun ripiegamento su se stesso, neppure spirituale. Il Vangelo ci spinge ad amare, a “vivere fuori” e a poggiarci unicamente su Gesù, con piena fiducia in lui.

Ciao da p. Andrea

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