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Il Sismografo

Il Papa riceve in udienza il presidente del Congo, Joseph Kabila

Particolare attenzione, durante i colloqui, all’attuale situazione politica e ai recenti scontri nella Capitale; ribadita l’urgenza di una cooperazione nazionale e internazionale per ristabilire la convivenza civile

Questa mattina Papa Francesco ha ricevuto in udienza privata, nella Biblioteca del Palazzo apostolico, il presidente del Congo, Joseph Kabila Kabange, il quale ha incontrato successivamente mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati. Il colloquio privato è durato circa 20 minuti, alla presenza dell’interprete.  Papa Francesco ha donato al capo di Stato una copia dell’enciclica Laudato Si’ e una delle esortazioni apostoliche Evangelii Gaudium e Amoris Laetitia. 
Tra i temi affrontati, informa una nota della Sala Stampa vaticana, “le buone relazioni esistenti tra la Santa Sede e la Repubblica Democratica del Congo, con particolare riferimento all’importante apporto della Chiesa cattolica alla vita della Nazione con le sue istituzioni di carattere educativo, sociale e sanitario,  nonché per lo sviluppo e la riduzione della povertà”.
In tale contesto, prosegue il comunicato, “è stata espressa reciproca soddisfazione per la firma dell’Accordo quadro tra la Santa Sede e lo Stato, avvenuta il 20 maggio  scorso”. Particolare attenzione è stata prestata alle “gravi sfide poste dall’attuale situazione politica e ai recenti scontri verificatisi nella Capitale”.
È stata sottolineata “l’importanza della collaborazione tra gli attori politici e i rappresentanti della società civile e delle comunità religiose, in favore del bene comune, attraverso un dialogo rispettoso e inclusivo per la stabilità e la pace nel Paese”. E, conclude la nota, “ci si è soffermati sulle persistenti violenze che subisce la popolazione nell’Est del Paese, e sull’urgenza di una cooperazione a livello nazionale e internazionale per prestare l’assistenza necessaria e ristabilire la convivenza civile”.
Il Congo vive infatti da anni una situazione politica e sociale delicata e precaria; la posizione del presidente, in particolare, è fortemente criticata, anche da parte della Chiesa cattolica locale e di altre confessioni religiose. Due giorni fa monsignor Donatien Bafuidinsoni, ausiliare di Kinshasa, in una intervista al sito Vatican Insider, aveva denunciato la situazione “drammatica” in cui versa il Congo: “Siamo sull’orlo di un nuovo conflitto globale –  ha detto il presule -. Se, come sembra, il presidente Kabila non indirà le elezioni rinunciando al potere dopo due mandati, così come prevede la Costituzione, tutto il Paese precipiterà nella guerra civile”.
“Dalla morte del dittatore Mobuto in poi – ha aggiunto Bafuidinsoni – il Congo, che già aveva molti problemi, è precipitato in una spirale di violenza da cui non si è più ripreso. Si può dire che dal 1997 non c’è mai stata pace, ma l’aria che si respira al momento è davvero pesante”. Il presidente Kabila ha preso parte ai lavori della 71.ma Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Recentemente Papa Francesco – come ricorda Il Sismografo – ha fatto riferimento ai tragici fatti avvenuti nel Paese africano e da sempre segue con attenzione le complesse vicende congolese dove l’instabilità ormai si prolunga da decenni. Dopo l’Angelus dell’Assunta, il 15 agosto scorso, il Pontefice aveva lanciato il seguente appello: “Alla Regina della pace, che contempliamo oggi nella gloria celeste, vorrei affidare ancora una volta le ansie e i dolori delle popolazioni che in tante parti del mondo sono vittime innocenti di persistenti conflitti”.

Il pensiero del Papa era andato anche agli abitanti del Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo, “colpiti da nuovi massacri che da tempo vengono perpetuati nel silenzio vergognoso, senza attirare neanche la nostra attenzione. Fanno parte purtroppo dei tanti innocenti che non hanno peso sulla opinione mondiale. Ottenga Maria per tutti sentimenti di compassione e di comprensione e desiderio di pace e concordia!”.

Domenica scorsa – afferma la stampa locale – il Papa avrebbe ricevuto il Nunzio nel Congo, mons. Luis Mariano Montemayor, al quale aveva chiesto una visita nel Nord Kivu.

  

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