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Il Papa riceve il premier del Kurdistan iracheno Nechirvan Barzani

L’incontro, dal tono informale, durato circa 15 minuti. Il premier incontra oggi pomeriggio il presidente del Consiglio Matteo Renzi

Un incontro informale quello di stamane, in Vaticano, tra Papa Francesco e Nechirvan Barzani, 49 anni, primo ministro del governo regionale del Kurdistan iracheno. Nessun picchetto al seguito del premier, né scambi di doni ufficiali, eccetto per le tradizionali medaglie del pontificato con cui il Papa ha voluto omaggiare ogni componente della piccola delegazione. Quattro uomini e una donna in totale, ovvero la signora Rezan Kader, alto rappresentante del governo regionale del Kurdistan in Italia.

Il colloquio privato, in inglese con l’ausilio di un interprete, è durato 15 minuti. Al termine di esso, Nechrivan Barzani – nipote di Mas’ud Barzani presidente della regione del Kurdistan iracheno – è stato ricevuto dal Segretario per i Rapporti con gli Sati, mons. Paul Richard Gallagher, ed ha incontrato anche il vice-presidente della Pontificia commissione per l’America Latina, Guzman Carriquiry. Nel pomeriggio è invece in programma la visita alle principali cariche istituzionali italiane, tra cui il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni.

Secondo quanto riferito da BasNews, agenzia indipendente con base ad Erbil, che cita fonti governative, durante il colloquio si è parlato delle minacce dello Stato Islamico che costringono cristiani, yazidi e fedeli di altre confessioni religiose a fuggire dalle loro case per sfuggire alle persecuzioni.

Tutte queste ora vivono insieme in Kurdistan in pace, ha spiegato Barzani al Papa, sottolineando come il governo e il popolo curdo hanno voluto accogliere questa gente e trattarla con umanità. Il Kurdistan quindi continuerà a sostenere i rifugiati compiendo ogni sforzo, ma il numero enorme e sempre crescente sta mettendo il governo sotto pressione.

Pertanto Barzani – informa BasNews – ha chiesto a Papa Francesco di incoraggiare la comunità internazionale a fornire alla regione irachena gli appositi aiuti umanitari. Da parte sua, il Pontefice ha riconosciuto gli sforzi del governo regionale del Kurdistan, elogiando la capacità di accogliere e assistere persone di diversa estrazione religiosa.

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