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Udienza ai Membri dell’Associazione “Missione Shahbaz Bhatti” - Foto © Vatican Media

“Il Papa pensa al Pakistan”

Udienza ai Membri dell’Associazione “Missione Shahbaz Bhatti”

Alle ore 11 di questa mattina, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i Membri dell’Associazione “Missione Shahbaz Bhatti”.

Pubblichiamo di seguito il discorso che il Papa ha rivolto ai presenti all’Udienza:

Discorso del Santo Padre

Cari fratelli e sorelle!
Vi rivolgo il mio cordiale benvenuto e, per vostro tramite, desidero far giungere il mio saluto a tutti i cristiani del Pakistan, specialmente a quelli che vivono nelle situazioni più difficili. Ringrazio il Signor Paul Bhatti per il suo intervento.

Rendo omaggio alla memoria del caro fratello Shahbaz, e mi rallegra sapere che oggi egli è amato e stimato da tanti in Pakistan e che il suo sacrificio sta portando frutti di speranza. Anche per lui vale la parola di Gesù: «Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Gv 12,24). Frutto di dialogo, di comprensione, di riconciliazione; frutto di fortezza, di coraggio, di mitezza. E uno dei frutti delle sofferenze dei cristiani è il moltiplicarsi di gruppi e associazioni – come la vostra – che gettano ponti di fraternità attraverso il mondo, superando differenze di lingua, di cultura e a volte anche di religione. Ponti di fraternità prima di tutto tra le stesse Chiese e comunità ecclesiali, che lo Spirito anima sempre più a camminare insieme nel servizio alla pace e alla giustizia. Ponti di fraternità e di dialogo pure con altri credenti, per favorire rapporti di rispetto e di fiducia reciproca.

Il vostro appello alla solidarietà ha trovato una risposta pronta e generosa in Italia, specialmente nel Triveneto, coinvolgendo Pastori e comunità, e di questo sono felice e riconoscente. Vi incoraggio ad andare avanti con questo stile evangelico che unisce fermezza e mitezza, per assicurare assistenza alle vittime di false accuse e, al tempo stesso, realizzare segni concreti di lotta alla povertà e alle moderne schiavitù. Auspico che, sostenuti dalla preghiera e dalla solidarietà fattiva di tanti, possiate estendere la vostra azione in tutte le zone del Pakistan dove i cristiani e le altre minoranze sono più presenti e, purtroppo, anche discriminati e fatti oggetto di soprusi e violenze. Possa il vostro segno distintivo essere sempre quello che brilla nella testimonianza di Shahbaz Bhatti e di tanti altri martiri del nostro tempo, vale a dire la fede umile e coraggiosa nel Signore Gesù e la capacità di mettere amore dove c’è odio. Questo – lo sappiamo – non è opera nostra ma dello Spirito, e perciò chiedo alla Vergine Maria di mantenervi sempre aperti e docili al Paraclito. Vi ringrazio per il regalo di questa visita. Vi accompagno con la mia preghiera e la mia benedizione, che vi prego di partecipare alle persone che incontrate nel vostro servizio in Pakistan, dicendo loro: Il Papa pensa al Pakistan”. E vi chiedo per favore di pregare per me.

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