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Il Papa invita la Coldiretti ad un un’agricoltura sociale dal volto umano

Secondo papa Francesco, “il pane partecipa in qualche modo della sacralità della vita umana, e pertanto non può essere trattato soltanto come una merce”

“L’assolutizzazione delle regole del mercato, una cultura dello scarto e dello spreco che nel caso del cibo ha proporzioni inaccettabili, insieme con altri fattori, determinano miseria e sofferenza per tante famiglie. Va quindi ripensato a fondo il sistema di produzione e distribuzione del cibo”.

Lo ha detto papa Francesco stamane, ricevendo in udienza i dirigenti della Confederazione Nazionale Coldiretti in occasione del 70° anniversario della fondazione.

“Come ci hanno insegnato i nostri nonni, con il pane non si scherza!”, ha esordito il Pontefice. Ha poi ricordato che “da bambino, quando cadeva il pane, ci insegnavano a prenderlo e baciarlo e a riportarlo sul tavolo. Il pane partecipa in qualche modo della sacralità della vita umana, e perciò non può essere trattato soltanto come una merce”.

A partire da questa dimensione sacra del cibo, “come è possibile dunque realizzare un’agricoltura a basso impatto ambientale?”, domanda il Santo Padre, “come fare in modo che il nostro coltivare la terra sia al tempo stesso anche un custodirla?”.

Secondo Bergoglio, per far sì che le future generazioni potranno continuare ad abitare e a coltivare la Terra bisogna “ritrovare l’amore” e promuovere un’alleanza con essa, affinché “possa continuare ad essere, come Dio la vuole, fonte di vita per l’intera famiglia umana”.

Il Papa ha poi denunciato lo sfruttamento e l’abbandono della Terra, proponendo “un’agricoltura sociale dal volto umano, fatta di relazioni solide e vitali tra l’uomo e la terra”, perché “la terra ci dà il frutto”, “custodisce la nostra salute”, “è sorella e madre che cura e che sana”.

In tale ottica, Francesco ha sottolineato infine “l’ispirazione etica” che motiva e sostiene l’azione della Coldiretti “alla luce della dottrina sociale cattolica”, e che avvicina fin dalle origini la missione della fondazione a quella della Chiesa, attraverso una collaborazione che “ha portato tanti buoni frutti all’intera società italiana”.

Per leggere il discorso completo si può cliccare qui.

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