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© Servizio fotografico - L'Osservatore Romano

Il Papa incontra i genitori di Giulia, morta a 11 anni nel terremoto

Francesco ha incontrato la famiglia al termine dell’Udienza generale in Piazza San Pietro. Poi ha festeggiato il compleanno di Dea, bimba albanese di 9 anni, ospite delle Figlie della Carità a Mollas

“Sono una mamma cristiana smarrita”. Così Michela Sirianni Massaro si è presentata stamani a Papa Francesco per raccontargli, insieme al marito Fabio, la storia delle due figlie — Giulia di 11 anni e Giorgia di 4 — e di quel terribile terremoto che il 24 agosto ha devastato Pescara del Tronto. Di Giulia i genitori parlano con L’Osservatore Romano e ne parlano ancora al presente, “anche se non ce l’ha fatta a uscire viva dalle macerie”. Giorgia invece “è stata salvata dopo 17 lunghissime ore”.

Al Pontefice la donna ha confidato di essersi commossa quando in tv lo ha visto accarezzare Leo, il cane che ha trovato le bambine sepolte dal crollo della casa. “Come genitori — dicono — siamo felici che Giorgia sia viva e che per molti sia divenuta persino un simbolo di speranza, con il suo sorriso bellissimo; ma la perdita di Giulia offusca la nostra voglia di vivere e non riusciamo ancora a farci forza per andare avanti: ecco perché abbiamo bussato alla porta del cuore del Papa”.

Francesco – informa il quotidiano vaticano – ha stretto questa famiglia in un abbraccio, con una carezza particolare per Giorgia che ha voluto mostrargli la foto della sorellina.

Dopo di loro, ha incontrato le suore oblate del Santissimo Redentore venute dall’Argentina, dove continuano a essere presenti tra le realtà più complesse “a cominciare dalla grave questione della tratta delle donne per ridurle alla prostituzione”. In realtà non hanno avuto bisogno di troppe presentazioni perché Bergoglio, già da arcivescovo di Buenos Aires, ha sostenuto e incoraggiato la loro attività “sempre in prima linea”.

Nonostante la pioggia, in piazza San Pietro c’è stata anche una piccola festa di compleanno con il Pontefice invitato d’eccezione: protagonista Dea, una bambina albanese di 9 anni, ospite fin dalla nascita della casa famiglia ‘Cuccioli d’aquila’ a Mollas. Ad accoglierla sono state le figlie della Carità di san Vincenzo de’ Paoli, insieme ad altri sei bambini, tutti orfani e abbandonati. Con loro Dea ha preparato tanti piccoli regali fatti a mano per il Papa, compreso un dolcetto a forma di cuore, tipico della sua terra.

In piazza San Pietro erano presenti anche i partecipanti al congresso nazionale sui progressi nel campo dei trapiant che hanno fatto presente al Santo Padre “l’importanza di una maggiore diffusione della cultura della donazione che per molte persone malate è oggi l’unica terapia per la sopravvivenza”. E hanno anche ricordato “lo scarso numero di donazioni degli organi”.

A Bergoglio è stato poi presentato il libro ‘The Market as God’ di Harvey Cox, celebre teologo battista statunitense docente ad Harvard. Sempre in chiave ecumenica, significativa la presenza di un gruppo di bambini luterani e cattolici venuti dall’Estonia “nella prospettiva del viaggio che il Papa sta per compiere in Svezia”. Un’iniziativa di particolare valore viene, poi, dall’Inghilterra: a promuoverla il vescovo anglicano di Jarrow, Mark Bryant, e il vescovo cattolico di Hexham e Newcastle, Séamus Cunningham, sostenuti da studenti e insegnanti di diverse scuole delle due diocesi.

The Second Coming of Christ è invece il film che due registi ortodossi romeni, Diana Angelson e Daniel Anghelcev, hanno girato “per parlare di fede, perdono e unione tra le persone”. La pellicola, raccontano sempre a L’Osservatore Romano, “è nata nella comunità ortodossa a Los Angeles e ora si sta diffondendo nel mondo di Hollywood invitando i cristiani a testimoniare insieme la fede nel contesto di una società che sembrerebbe voler fare a meno di Dio”.

Sempre di dialogo e cultura ha parlato al Papa la delegazione israeliana che sta collaborando con la Pave the Way Foundation in campo scolastico. Una calorosa stretta di mano il Pontefice l’ha riservata infine a Tadeusz Wrona: pilota delle linee aeree polacche, è riuscito a portare a termine la manovra di atterraggio sulla pista dello scalo di Varsavia nonostante che il carrello non si fosse aperto per un guasto. Ha salvato così la vita a 200 persone. “Sono venuto a Roma in pellegrinaggio — confida — rendendo grazie a Dio per avermi aiutato”.

Inoltre il Papa non ha mancato di incoraggiare gli organizzatori della Corsa dei Santi, l’ormai classica corsa podistica romana che si corre, appunto, il 1º novembre, con partenza proprio da piazza San Pietro. Un’iniziativa, questa, che vuole rilanciare il valore educativo dello sport ma anche sostenere i progetti missionari della fondazione Don Bosco nel mondo”.

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