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Ultima comunione di San Giuseppe Calasanzio (Francisco Goya)

Il Papa apre la “Pentecoste degli Scolopi”

Al debutto del quarto centenario delle Scuole Pie, Francesco invia un messaggio alla congregazione fondata da San Giuseppe Calasanzio

Si è aperto sabato scorso un nuovo giubileo, quello degli Scolopi, nel quarto centenario della nascita delle Scuole Pie, come congregazione religiosa, ad opera del fondatore, San Giuseppe Calasanzio.

La ricorrenza – come riferisce la Radio Vaticana – accolta come una nuova “Pentecoste degli Scolopi”, è stata ricordata da papa Francesco, in un messaggio indirizzato al preposito generale della congregazione, padre Aguado Cuesta.

Nella lettera, il Pontefice rievoca le vicende della fondazione delle Scuole Pie, allorquando, nel 1617 papa comprese che era “lo Spirito Santo a guidare Giuseppe Calasanzio a dedicarsi all’educazione dei fanciulli, che ai suoi tempi vagavano nelle vie di Roma” e diede quindi vita alla “prima Congregazione della Chiesa a dedicarsi esclusivamente all’educazione dei bambini”, specialmente i più poveri.

Delle Scuole Pie, il Santo Padre ha elogiato il permanente atteggiamento di “apertura” e “uscita”, che ha portato gli Scolopi ad aprire istituti in tutto il mondo. Con il Concilio Vaticano, poi, i membri della congregazione hanno “aperto il cammino delle Fraternità degli Scolopi”, invitando i laici a condividere la loro missione.

Il Papa ha esortato gli Scolopi a porsi nello spirito del loro fondatore, portando avanti una missione che superi barriere e paure e irradiando la forza salvifica del Vangelo.

In linea con il motto del giubileo, Educare, annunciare, trasformare, Francesco chiede agli Scolopi di rimanere “aperti” alle indicazioni dello Spirito, per portare speranza e futuro. “Dio vi conceda – scrive il Pontefice – di trovarvi profeticamente presenti negli angoli dove i più piccoli soffrono ingiustamente”.

Bergoglio ha quindi rimarcato il bisogno di una “pedagogia evangelizzatrice”, che “sappia trasformare i cuori”: per far ciò è fondamentale l’educazione, al fine di accogliere la presenza di Dio nel cuore.

Di seguito il Santo Padre ha denunciato la presenza nel mondo di “milioni di bambini” privi di “accesso all’educazione”, per i quali è necessari una “speciale attenzione”. Tutti i bambini, peraltro, anche quelli scolarizzati, necessitano “autentici educatori” che li portino a Cristo, come faceva lo stesso San Giuseppe Calasanzio, il quale si ‘abbassava’ dinnanzi ai più piccoli, specie ai “derelitti” per “condurli alla luce”.

“Voi non siete stati fondati per altra grandezza che quella della piccolezza”, per farvi “bambini con i bambini e poveri con i poveri”, ha poi concluso il Papa.

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