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Il Papa ad Abu Mazen: “Diventa un angelo della pace”

L’incontro tra Francesco e il leader dell’Anp alla vigilia della canonizzazione delle due suore palestinesi

Papa Francesco ha ricevuto stamattina in Vaticano il Presidente della Autorità Nazionale Palestinese (Anp), Abu Mazen, in un incontro, in occasione della canonizzazione di due donne che hanno dedicato la loro vita alla Palestina: Maria di Gesù Crocifisso Baouardy e Maria Alfonsina Danil Ghattas.

Il Santo Padre ha accolto Abu Mazen con baci e abbracci. Abu Mazen ha detto al Papa: “La trovo ringiovanito…”. Poi dopo un breve scambio di cortesi battute su chi doveva passare avanti, Francesco ha preso l’iniziativa ed è entrato nella libreria, dove i due capi di stato hanno parlato privatamente, per 20 minuti, con l’aiuto di un interprete. Il Papa ha parlato in italiano e il presidente palestinese in arabo.

Conclusa l’udienza privata, ha fatto il suo ingresso una delegazione di poco più di dieci persone, tra cui il ministro degli Esteri palestinese, il sindaco di Betlemme, il rappresentante diplomatico dell’Anp presso la Santa Sede e il ministro per gli affari cristiani.

Durante lo scambio di doni che il Papa ha consegnato ad Abu Mazen, una medaglia dell’angelo della pace e ha detto: “Perché l’angelo della pace distrugge lo spirito malvagio della guerra”. Ha poi aggiunto: “Ho pensato alla sua persona, perché diventi un angelo della pace”. Il Santo Padre ha dato ad Abu Mazen anche una copia dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium in inglese.

Da parte sua, il presidente dell’Anp, ha regalato al Papa una scatola rivestita di madreperla con due reliquiari, contenenti reliquie delle due beate che domani saranno elevate alla gloria degli altari. Il sindaco di Gerusalemme, Vera Baboun, di religione cattolica, ha mostrato le reliquie al Santo Padre, consegnandogli anche dato un rosario ricavato dal legno locale.

Dopo l’incontro, il Papa ha detto ad Abu Mazen: “Ci vediamo domani”, riferendosi alla cerimonia e alla Messa di canonizzazione delle due religiose. Subito dopo il presidente palestinese è stato ricevuto dal Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin.

Nel corso dell’incontro, non è stato firmato alcun documento, con riferimento all’accordo globale, in preparazione da parte della Commissione bilaterale della Santa Sede e dello Stato della Palestina, che è stato annunciato dopo la riunione del 13 maggio, con l’obiettivo che Israele e Palestina, vivano fianco a fianco, come due paesi e due stati distinti.

Nel corso dei colloqui, riferisce una nota della Santa Sede, è stata manifestata “grande soddisfazione per l’intesa raggiunta sul testo di un Accordo comprensivo tra le Parti circa alcuni aspetti essenziali della vita e dell’attività della Chiesa cattolica in Palestina, che sarà firmato in un futuro prossimo”.

Successivamente, si è parlato del processo di pace con Israele, esprimendo “l’auspicio che si possano riprendere i negoziati diretti tra le Parti per trovare una soluzione giusta e duratura al conflitto”.

A tale scopo si è ribadito l’augurio che, “con il sostegno della Comunità internazionale, Israeliani e Palestinesi prendano con determinazione decisioni coraggiose a favore della pace”.

Infine, con riferimento ai conflitti che affliggono il Medio Oriente, “nel riaffermare l’importanza di combattere il terrorismo, è stata sottolineata la necessità del dialogo interreligioso”, conclude poi il comunicato.

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