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Lesbo: un evento ecumenico nel nome della speranza

Incontrando i profughi al Moira refugee camp, Ieronymus e Bartolomeo parlano a una voce e invocano un’Europa più solidale con i migranti

È davvero all’insegna dell’ecumenismo la visita pastorale di papa Francesco a Lesbo. Il primo discorso del Santo Padre nell’isola greca, principale meta di profughi dal Medio Oriente, è avvenuto contestualmente a quelli di sua Beatitudine Ieronymus, arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, e del Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli. È stato al Moira refugee camp che i tre leader religiosi hanno fatto la loro apparizione, intorno alle 11.15, salutando uno ad uno 250 richiedenti asilo.

“Grandissima gioia” è stata espressa da Ieronymus nell’accogliere il Vescovo di Roma. “Consideriamo cruciale la sua presenza sul territorio della Chiesa di Grecia, cruciale perché portiamo insieme all’attenzione del mondo intero, cristiano e non cristiano, l’attuale tragedia della crisi dei rifugiati”, ha commentato l’arcivescovo.

Ieronymus, Bartolomeo e Francesco hanno quindi unito le loro voce “nel condannare lo sradicamento e nel denunciare ogni forma di svalutazione della persona umana”, ha detto l’arcivescovo di Atene, auspicando che, proprio da Lesbo, possa aver inizio “un movimento mondiale di consapevolezza per un cambiamento dell’attuale situazione da parte di coloro che hanno nelle mani il destino delle nazioni e per riportare la pace e la sicurezza per ogni casa, per ogni famiglia e per ogni cittadino”.

Dal patriarca è giunta una vibrante accusa alla “bancarotta dell’umanità e della solidarietà che l’Europa ha dimostrato in questi ultimi anni a queste persone e non soltanto a loro”, ha detto con riferimento in particolare ai bambini che figurano tra i rifugiati.

“Sono orgoglioso del popolo greco – ha proseguito – che, anche se alle prese con le proprie difficoltà, sta contribuendo a rendere il Calvario dei rifugiati un po’ meno pesante, il loro cammino in salita un po’ meno duro”.

In conclusione Ieronymus ha lanciato un appello alle “Agenzie delle Nazioni Unite”, perché “con la grande esperienza che hanno da offrire, affrontino finalmente questa tragica situazione che stiamo vivendo. Spero di non vedere mai più bambini gettati sulle rive dell’Egeo. Spero di vederli presto in questi stessi luoghi, godere sereni la loro infanzia”.

Ai rifugiati si è poi rivolto il patriarca Bartolomeo: “Abbiamo viaggiato fin qui per guardar nei vostri occhi, sentire le vostre voci e tenere le vostre mani nelle nostre. Abbiamo viaggiato fin qui per dirvi che ci preoccupiamo di voi. Abbiamo viaggiato fin qui perché il mondo non vi ha dimenticato”, ha detto loro.

“Abbiamo pianto mentre vedevamo il Mediterraneo diventare una tomba per i vostri cari – ha proseguito -. Abbiamo pianto vedendo la simpatia e la sensibilità del popolo di Lesbo e delle altre isole. Ma abbiamo pianto anche quando abbiamo visto la durezza dei cuori dei nostri fratelli e sorelle – i vostri fratelli e sorelle – chiudere le frontiere e voltare le spalle”.

È stata infine la volta di papa Francesco, venuto con i suoi “fratelli” per dire ai profughi: “non siete soli” e ad indicare all’Europa e ai popoli più fortunati, la via virtuosa dell’accoglienza: quella del Buon Samaritano, una delle figure evangeliche da lui più menzionate.

About Luca Marcolivio

Roma, Italia Laurea in Scienze Politiche. Diploma di Specializzazione in Giornalismo. La Provincia Pavese. Radiocor - Il Sole 24 Ore. Il Giornale di Ostia. Ostia Oggi. Ostia Città (direttore). Eur Oggi. Messa e Meditazione. Sacerdos. Destra Italiana. Corrispondenza Romana. Radici Cristiane. Agenzia Sanitaria Italiana. L'Ottimista (direttore). Santini da Collezione (Hachette). I Santini della Madonna di Lourdes (McKay). Contro Garibaldi. Quello che a scuola non vi hanno raccontato (Vallecchi).

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