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Il Nord Dakota pronto a difendere la vita sin dal concepimento

Il 4 novembre si voterà nello Stato americano per decidere se inserire in Costituzione che “il diritto alla vita in ogni stadio di sviluppo deve essere riconosciuto e protetto”

Dal prossimo 4 novembre, il Nord Dakota potrebbe diventare il primo Stato americano a sancire sulla propria costituzione che la vita umana inizia sin dal concepimento. In quel giorno, infatti, in occasione delle elezioni di midterm (per il rinnovo dell’intera Camera dei Deputati e di un terzo del Senato), il Nord Dakota sottoporrà ai propri cittadini la scelta di introdurre in costituzione il diritto alla vita fin dal concepimento.

Si legge nel testo che andrebbe ad aggiungersi all’articolo 1 della costituzione: “L’inalienabile diritto alla vita di ogni essere umano in ogni stadio di sviluppo deve essere riconosciuto e protetto”. Una frase che, secondo recenti sondaggi, raccoglie il favore della metà degli elettori. L’esito del referendum è dunque incerto. Ciò che ha destato attenzione è che i maggiori sostenitori di questa norma pro-vita sono i giovani: il 62% degli intervistati tra i 18 e i 30 anni sono favorevoli.

L’intento della legge che passerà al vaglio degli elettori è – come ha sostenuto la sua promotrice, la senatrice repubblicana Margaret Sitte – proteggere le leggi già esistenti dall’intervento dei giudici. È capitato sovente, del resto, che alcuni limiti all’aborto sanciti per via legislativa venissero messi in discussione nelle aule di tribunale. A quanto sostiene l’istituto di ricerca progressista “Guttmacher”, se la legge passasse si avrebbe un effetto a catena: “l’esempio del Nord Dakota sarebbe emulato da altri Stati” .

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