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Il mondo della scuola guarda al futuro

La prof.ssa Renata Salvarani presenta il Master di secondo livello “Dirigenza e governance scolastica” che si terrà all’Università Europea di Roma

 

L’Università Europea di Roma, in collaborazione con AIMC (Associazione Italiana Maestri Cattolici) ha attivato il Master di secondo livello “Dirigenza e governance scolastica”. Si propone di arricchire il curriculum professionale dei docenti di significative competenze relative sia alle funzioni di responsabilità (figure di sistema, staff di direzione, vice-dirigenza) sia alla funzione dirigenziale (direzione coordinamento e gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali). È destinato anche alla preparazione per l’imminente concorso a dirigente scolastico. Ne parliamo con la Coordinatrice scientifica, la prof.ssa Renata Salvarani.

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Prof.ssa Salvarani, quali sono le caratteristiche di questo Master?

È concepito per la qualificazione e l’aggiornamento dei docenti e anche come preparazione per l’imminente concorso nazionale per dirigenti. Quindi è articolato in tematiche di carattere generale, secondo uno schema che affronta tutte le principali questioni della scuola. Le introduzioni tematiche alte sono affidate a professori e ricercatori universitari. Il corso è poi arricchito da case histories e lezioni puntuali sugli aspetti più innovativi e più tecnici, come la valutazione, la programmazione triennale, la discrezionalità del dirigente. Quest’ultima parte, insieme con l’analisi e la simulazione di situazioni reali diversificate, è molto rilevante nel programma ed è tenuta da dirigenti ministeriali, presidi, esperti. Le lezioni teoriche sono fruibili anche on line e sono previsti moduli in presenza distribuiti in quattro fine settimana.

Il mondo della scuola, in questi anni, è molto cambiato. Quali sono le novità e le sfide che deve saper affrontare, oggi, un dirigente scolastico?

Le due grandi sfide della nostra società sono i cambiamenti indotti dalle nuove tecnologie e le migrazioni. La capacità di affrontarle si costruisce nelle scuole: gli insegnanti e i dirigenti hanno un ruolo chiave. Per questo l’Università Europea sta dedicando tanta attenzione e tanto impegno a queste figure, con un’azione ampia sulla formazione dei formatori, all’interno della quale si colloca anche questo master. I futuri presidi dovranno conoscere gli elementi basilari dei fenomeni e possedere gli strumenti per tradurre nella didattica gli obiettivi alti posti dalle trasformazioni profonde della nostra società. Ecco quindi la necessità di acquisire competenze sulle digital humanities e sulla  dimensione della “scuola digitale”, così come sui temi dell’interculturalità, dell’inculturazione e dell’integrazione. Altrettanto importante è il tema delle soft skills, competenze trasversali in grado di permettere non solo un apprendimento permanente, in situazioni diverse, ma anche
l’adattamento e l’interazione rispetto ai cambiamenti. Sul piano tecnico, si aggiungono le novità introdotte dalle normative più recenti, che riguardano l’autonomia degli istituti, il margine di discrezionalità dei dirigenti rispetto al reclutamento degli insegnanti, le modalità di autovalutazione e valutazione, le progettazioni, i finanziamenti, le modalità per realizzare l’alternanza
scuola-lavoro. Si tratta di strumenti funzionali che i dirigenti devono essere in grado di padroneggiare per interagire efficacemente con le comunità scolastiche e con la società nel suo insieme.

La scuola è sempre più un luogo di incontro tra diverse culture. Come vivere tutto questo in modo costruttivo, favorendo l’incontro e il dialogo?

Il primo passo è la conoscenza. Senza prendere atto delle differenze, senza capirne l’origine e la profondità non ci può essere incontro. Al contempo occorre sviluppare la coscienza della appartenenza a un destino comune, che abbraccia l’umanità tutta. L’insegnamento del Cristianesimo, che nasce e vive rapportandosi continuamente in modo dinamico con realtà e culture estranee, è proprio questa duplice dimensione, esplicitata dai testi del Concilio Vaticano II. La scuola è il luogo privilegiato per darle concretezza, attraverso l’analisi e lo studio delle identità e attraverso la creazione di un clima positivo di convivenza intorno a obiettivi comuni di progresso. I dirigenti scolastici hanno responsabilità centrali in questo processo ed è una priorità fornire loro gli strumenti per capire una realtà in rapida trasformazione ed intervenire efficacemente.

 

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