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“Il Giubileo è speranza per tutti”. Scola apre la Porta Santa a Milano

Oltre 5000 fedeli in cattedrale, più di 2000 sulla piazza. Insieme all’arcivescovo passati per primi detenuti e migranti

Ieri sera, poco prima delle ore 18, è stata solennemente aperta la Porta Santa del Duomo di Milano dando il via al Giubileo straordinario della Misericordia indetto da Papa Francesco anche nella Diocesi ambrosiana. A presiedere la celebrazione l’arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, insieme all’arcivescovo emerito il cardinale Dionigi Tettamanzi e altri sei vescovi.

Gremito il Duomo con oltre 5 mila fedeli (tra loro il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il prefetto Alessandro Marangoni, il questore Luigi Savina, il presidente del Consiglio Regionale Raffaele Cattaneo), mentre almeno 2000 persone che non hanno trovato posto in Cattedrale hanno atteso in piazza Duomo. Dopo l’inizio della celebrazione all’altare di San Giovanni Bono, il cardinale Scola è uscito con i concelebranti sul sagrato del Duomo.

Raggiunta la Porta Santa, alle parole del cardinale Scola “Aprite le porte della giustizia, entreremo a rendere grazie al Signore” i portoni si sono spalancati e l’arcivescovo è passato per primo, con in mano il libro dei Vangeli, seguito dalla processione composta da una rappresentanza dei fedeli delle sette zone pastorali, una suora, una consacrata e un consacrato, famiglie, ospiti di case di accoglienza per disabili, alcuni detenuti e dei migranti.

All’apertura della Porta Santa da piazza Duomo si è levato un applauso spontaneo, a sottolineare l’emozione collettiva e lo storico evento. È la prima volta infatti che nel Duomo viene aperta una Porta Santa. Passata la Porta, dopo la sosta al fonte battesimale, la processione ha risalito la navata centrale mentre l’Arcivescovo ha asperso i fedeli con l’acqua benedetta. La Messa poi è proseguita normalmente dall’Altare maggiore con la liturgia della Parola.

Nell’omelia il cardinale Scola ha spiegato: “Perché un Anno Santo della Misericordia? Cosa significa il dono del Giubileo per le nostre comunità cristiane e per le nostre persone?” Dio si è incarnato per entrare nella trama della nostra esistenza. Nel Natale il Signore Gesù si fa uno come noi qui ed ora, nel tempo e nello spazio. Col Giubileo, seguendo le orme di Gesù, la Chiesa offre tempi determinati perché la misericordia riscatti il nostro peccato, mediante il perdono. Il Giubileo è sorgente e annuncio di speranza per tutti, soprattutto per coloro che si sentono esclusi dalla salvezza”.

L’arcivescovo ha poi proseguito: “Il Signore vuol rendere feconda la terra della nostra esistenza, vuole che il nostro convivere nella società plurale diventi occasione di bene per ciascuno dei membri della nostra comunità, vuole che la logica dell’esclusione e dello scarto lascino lo spazio alla logica del dono e alla cultura dell’incontro. È un segno eloquente del buon grado di maturità del popolo della metropoli milanese, ormai plurale, la presenza oggi delle autorità istituzionali civili e militari, che ringrazio. Dentro la società plurale, l’amicizia civica, rispettosa di ogni fede, che non teme il confronto, porta al bene comune”.

Il cardinale ha poi mostrato il senso della pratica giubilare dell’indulgenza: “Una delle grazie che l’Anno Santo mette a nostra disposizione è la pratica delle indulgenze. Le indulgenze sono una forma di partecipazione responsabile alla redenzione di Cristo. Si tratta di una prassi cristiana che nasce dalla consapevolezza della Chiesa di dover sostenere tutti i suoi figli nel cammino di conversione. Le indulgenze, praticate con consapevolezza, offrono al peccatore che si pente il dono della remissione delle conseguenze che accompagnano il peccato nel tempo (pena temporale). Perché, come insegna il nostro Padre Ambrogio, ‘La legge considera il merito. La grazia guarda alla fede’”.

Infine Scola ha ricordato la particolarità e l’attualità della Porta Santa del Duomo, dedicato alla libertà religiosa. L’opera – definita “profetica” – fu commissionata nel ‘37, dall’allora arcivescovo di Milano, il cardinale Alfredo Ildefonso Schuster ad Arrigo Minerbi, scultore di origini ebraiche che fu costretto ad abbandonare il progetto e a rifugiarsi in Vaticano per sfuggire alle persecuzione razziali. Il portale fu comunque portato a compimento da questo artista nel 1948. 

Al termine della Messa e fino alle ore 20 è stata data la possibilità alle persone raccolte in Cattedrale e quelle in attesa in piazza Duomo di passare dalla Porta Santa che per tutto l’anno giubilare resterà aperta ogni giorno dalle 7 alle 19.

 

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