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Il Giubileo come fonte di rinascita per l’arte cristiana

Un convegno all’Università Europea di Roma fa il punto sull’opportunità rappresentata dai beni storico-artistici di marca ecclesiastica

Il patrimonio culturale italiano, da sempre importante fonte della ricchezza artistica ed architettonica, assume oggi un ruolo essenziale in vista del Giubileo e dinnanzi alla crescita del turismo e ai nuovi sviluppi tecnologici.

La rilevanza di questo tema ha dato vita ieri mattina ad un incontro, presso l’Università Europea di Roma, focalizzato sul ruolo della guida turistica e sulle professioni attive nella gestione, conservazione e comunicazione del Cultural Heritage. Aspetti studiati ed analizzati grazie al corso di alta formazione per guide turistiche tenutosi quest’anno presso il medesimo Ateneo.

L’arte cristiana, la storia e la cultura italiana si rinnovano, andando di pari passo con l’innovazione tecnologica ed informatica, attraverso una serie di modalità che rientrano nel contesto dell’era della digitalizzazione e d’interazione con turisti e visitatori.

“La valorizzazione dell’arte cristiana, si pone come canale di trasmissione dei valori della fede”, ha sottolineato il rettore dell’Europea, padre Luca Maria Gallizia. “È un’occasione, affinché anche il patrimonio culturale romano possa svolgere una missione di comunicazione della trascendenza ponendosi come stimolante opportunità in prossimità del Giubileo”, ha spiegato.

Ciò che risulta essere essenziale in tema di “guide turistiche”, secondo la prof.ssa Daniela Primicerio, docente di Museologia, Economia e Diritto dei Beni Culturali, è che la cultura italiana non venga da queste quantificata, facendo perdere il senso dell’interiorità delle opere.

“La quantificazione è contrapposta alla bellezza. La quantità non fa penetrare nell’essenza il patrimonio lasciato dalle civiltà – ha detto la prof.ssa Primicerio -. Heritage significa eredità ed essa, è un qualcosa d’importante. È un patrimonio emotivamente significativo in quanto riesce a rappresentare quella che è la storia della nostra societas. Questi corsi cercano di formulare una sottolineatura rendendola più alta, colta e sensibile”.

La comunicazione dei valori del nostro patrimonio artistico cristiano, preceduto da un lavoro di catalogazione delle opere, deve superare il mero fine di apprendimento storico ed essere sostituito dallo scopo di porre una piena interazione con il pubblico, facendo riscoprire i legami che esistono fra gli edifici ecclesiastici e la devozione dell’artista.

“È importante che le diocesi si attivino da questo punto di vista soprattutto in occasione del Giubileo. In particolar modo, quest’anno a Firenze si terrà il Convegno Ecclesiale Nazionale che si ripete ogni dieci anni e che esorterà le comunità locali ad essere coinvolte in un cammino legato alla misericordia”, ha dichiarato a ZENIT, monsignor Stefano Russo, direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Conferenza Episcopale Italiana.

Secondo Costanza Barbieri, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, “l’identità culturale e sociale legata al bene artistico deve essere ricostruita promuovendo dei workshop al fine di creare un legame duraturo fra il pubblico e il territorio italiano. L’Italia è un museo e soltanto attraverso la consapevolezza e la coscienza è possibile promuovere la sua conservazione, conoscenza e bellezza”.

Un pensiero condiviso da mons. Stefano Russo: “Il bene artistico – ha sottolineato – custodisce un significato che va al di là della sua esposizione all’ interno di un museo, testimonia il fatto che la comunità cristiana è viva”. Per questo ha focalizzato l’attenzione sull’importanza del lavoro di catalogazione svolto dalle diocesi italiane, in conformità con il canone 1283 e della condivisione dei beni ecclesiastici attraverso siti come il Portale BeWeb.

“L’arte ecclesiastica è un patrimonio straordinario dell’Europa e del mondo. È nostro dovere comunicarla ed utilizzarla come veicolo e strumento di evangelizzazione, proprio perché l’arte è nata con questo scopo”, ha dichiarato a ZENIT la prof.ssa Renata Salvarani, docente dell’Europea.

“È fondamentale sotto questa prospettiva – ha aggiunto – formare persone consapevoli sia, su che cosa sia l’opera cristiana nel contesto in cui essa è nata sia, sulla sua vita nella presente società contemporanea”. “Come ha sottolineato papa Francesco sul fatto che il Giubileo non deve tenersi solo a Roma ma anche nelle altre comunità cristiane, cosa c’è di più naturale se non quello di ritornare all’essenza dell’arte cristiana disseminata nel mondo? Basti pensare all’itinerario di San Tommaso d’Aquino, che si pone solo come uno dei tanti esempi di ricchezza del nostro patrimonio artistico per il Giubileo e che è stato studiato durante il corso”.

Numerosi sono stati i progetti imprenditoriali e culturali esposti presso l’Università Europea, realizzati dai partecipanti della prima edizione del Corso di Alta Formazione per Guide Turistiche”.

Fra questi si ricorda la ricostruzione della festa rinascimentale della Chinea che sarà riproposta la prossima estate a Castel Sant’Angelo, lo studio sulle essenze botaniche dei Giardini Vaticani, i percorsi di collegamento turistico fra il Lazio e l’Umbria legati a figure di grandi artisti e le azioni per la valorizzazione storica e toponomastica della Civitas Pia rivolte ai residenti.

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